sabato, Febbraio 14, 2026

Anzio, il TAR dà ragione al Comune: concessione del Tirrena scaduta nel 2023

La concessione demaniale dello storico stabilimento balneare Tirrena, sul lungomare di Anzio, è scaduta il 31 dicembre 2023 e non nel 2033 come sostenuto dalla società che lo gestisce. A stabilirlo è stato il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che ha respinto il ricorso presentato contro il Comune di Anzio, confermando la correttezza dell’operato dell’amministrazione.

La società ricorrente aveva chiesto l’annullamento dell’atto con cui il Comune aveva indicato, nella scheda riepilogativa delle concessioni marittime per l’anno 2022, la scadenza al 31 dicembre 2023. Secondo la tesi del gestore, la concessione avrebbe dovuto beneficiare di una proroga più ampia, tale da estenderne la validità fino al 2033. I giudici amministrativi, però, hanno condiviso la linea dell’ente locale, ritenendo legittima l’indicazione della scadenza al 2023. Una decisione che si inserisce nel più ampio contesto normativo e giurisprudenziale relativo alle concessioni demaniali marittime, tema al centro di un acceso dibattito negli ultimi anni. Al centro della vicenda c’è uno degli stabilimenti più noti della riviera Zanardelli, il Tirrena, situato al confine tra Anzio e Nettuno. Una struttura storica, punto di riferimento per residenti e turisti, la cui posizione lungo il litorale la rende particolarmente significativa anche sotto il profilo economico e turistico.La questione della durata delle concessioni balneari è stata oggetto di numerose pronunce, anche a livello  europeo, che hanno ribadito la necessità di procedere con gare pubbliche per l’assegnazione degli arenili, nel rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza. Le sentenze hanno progressivamente ridimensionato l’applicazione automatica delle proroghe, imponendo agli enti locali di adeguarsi al quadro normativo sovranazionale. Con la decisione del TAR Lazio, si rafforza dunque l’orientamento che limita le estensioni automatiche delle  concessioni, riaffermando il principio della messa a gara. Per il Comune di Anzio si tratta di una pronuncia significativa, destinata ad avere ripercussioni non solo sul caso specifico ma, più in generale, sulla gestione futura delle concessioni lungo il litorale cittadino.

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