sabato, Febbraio 14, 2026

Ardea, lungomare ancora in ginocchio: “Allagamenti dal 1992, nulla è cambiato”

Ad Ardea il problema degli allagamenti continua a mettere in difficoltà residenti e automobilisti, in particolare nelle zone di via Bologna e via Bergamo, sul lungomare. Ogni pioggia, anche di moderata intensità, è sufficiente a trasformare le strade in distese d’acqua, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza e sulla vivibilità del quartiere. Le condizioni attuali rendono rischioso sia il transito dei pedoni sia la circolazione delle auto. L’acqua copre l’asfalto, nasconde le buche e rende impossibile valutare la profondità degli avvallamenti. A peggiorare la situazione contribuiscono, secondo i residenti, la mancanza di caditoie adeguate e interventi considerati incompleti o inefficaci. «Appena piove un po’ più forte allaga tutto – racconta Giuseppina, che abita in zona dal 1992 – Non si può entrare nei portoni senza galosce e se hai un animale lo devi portare in braccio. La strada è buia, non si vede dove sono le buche». Un disagio che non riguarda solo la viabilità, ma anche la quotidianità di chi vive nel quartiere e deve fare i conti con ingressi sommersi e marciapiedi impraticabili. I cittadini denunciano una situazione che si trascina da oltre trent’anni, nonostante segnalazioni, esposti e promesse di intervento. «Hanno detto che hanno fatto i lavori, ma la situazione è invariata – spiega un altro residente – Paghiamo le tasse e non otteniamo nulla. Via Bologna si allaga dal 1992, e nulla è cambiato». Nel mirino finiscono la carenza di manutenzione ordinaria e quella che viene percepita come una gestione a metà degli interventi strutturali. Secondo chi abita nella zona, le opere realizzate non avrebbero risolto alla radice il problema del deflusso delle acque piovane, lasciando irrisolta una criticità che si ripresenta puntualmente a ogni perturbazione. Intanto, con l’arrivo delle stagioni più piovose, cresce la preoccupazione per la sicurezza, soprattutto nelle ore serali quando la scarsa illuminazione rende ancora più  difficile individuare ostacoli e tratti dissestati. I residenti chiedono un piano definitivo e interventi concreti, capaci di restituire decoro e sicurezza a un’area che da troppo tempo convive con un’emergenza diventata ormai cronica.

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