sabato, Febbraio 14, 2026

La premier Meloni ad Addis Abeba rilancia il Piano Mattei: “Un patto tra nazioni libere per rivoluzionare il rapporto con l’Africa”

Dal castello di Alden Biesen, in Belgio, alle temperature primaverili di Addis Abeba. Dopo il vertice informale dei leader Ue, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è atterrata nella capitale etiope per una missione dal forte peso politico: la seconda edizione del vertice Italia-Africa, la prima organizzata sul suolo africano, e la partecipazione come ospite d’onore all’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione Africana. Al centro dell’agenda c’è il consolidamento del Piano Mattei, la strategia con cui l’Italia punta a ridefinire il partenariato con il continente. Secondo quanto emerge da fonti vicine al dossier, sarebbe in corso un lavoro per ampliare la platea dei Paesi coinvolti: si valuta l’ingresso di altre quattro o cinque nazioni africane che si aggiungerebbero alle quattordici già parte della strategia. L’intervento della premier si è svolto all’Addis International Convention Center, il principale centro congressi del Paese. “È la prima volta nella storia che questo vertice si svolge nel continente africano. Una scelta non casuale, ma una riprova della centralità e della rilevanza che la mia Nazione attribuisce al rapporto con tutti voi”, ha dichiarato rivolgendosi ai leader presenti. Meloni ha ribadito l’impianto politico dell’iniziativa: “Abbiamo assunto un impegno molto ambizioso… costruire un modello completamente diverso di cooperazione, fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Una cooperazione da pari a pari, lontana da qualsiasi tentazione predatoria ma anche dall’approccio paternalistico”. Nel passaggio più programmatico del suo discorso, la presidente del Consiglio ha sottolineato l’evoluzione del Piano: “Oggi viene riconosciuto non più come una iniziativa italiana ma come una strategia di respiro internazionale”, resa possibile – ha rimarcato – dalle sinergie con Nazioni Unite, Unione europea, Unione Africana e G7. Rivendicati anche i risultati raggiunti: “In questi due anni abbiamo avviato e concluso progetti concreti di grande impatto sociale, mobilitando miliardi di euro tra risorse pubbliche e risorse private”. Ma l’obiettivo, ha chiarito, va oltre i singoli interventi: “Non è quello di attuare un semplice pacchetto di progetti, ma è quello di dare forma a un patto tra nazioni libere che scelgono di lavorare insieme perché si fidano l’una dell’altra”. Sul fronte migratorio, Meloni ha ribadito la linea del governo: “Non ci interessa sfruttare la migrazione per avere manodopera a basso costo, vogliamo invece combattere le cause profonde che spingono troppi giovani a dover lasciare il luogo nel quale sono nati e cresciuti”, definendo questa impostazione “una scelta di responsabilità condivisa, non di convenienza”. Tra i dossier affrontati anche quello del debito africano: “Abbiamo lanciato un’iniziativa di conversione del debito per progetti congiunti di sviluppo e a questo aggiungiamo oggi l’inserimento di clausole di sospensione del debito per quelle nazioni colpite da eventi climatici estremi”, ha annunciato la premier, assicurando che nelle prossime settimane verranno definite le linee operative per le fasi successive del Piano. A fare da cornice politica al vertice è stata la presenza del cosiddetto “Sistema Italia”: società civile – tra cui la Comunità di Sant’Egidio e il network Link 2007 – e grandi gruppi industriali e finanziari attivi nei settori energetico e infrastrutturale come Eni, Enel, Fincantieri, Cassa Depositi e Prestiti e Leonardo. Le parole della presidente del Consiglio sono state accolte con favore dal primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, che ha definito il summit “un momento chiave nei rapporti tra Italia e Africa, un momento per passare dal dialogo all’azione e trasformare le idee in risultati concreti per i nostri popoli”.Per Roma, la sfida ora è trasformare l’ambizione politica in risultati tangibili. “Stiamo contribuendo a  rivoluzionare il modo di guardare all’Africa”, ha concluso Meloni, definendo il Piano Mattei “una scommessa che l’Italia sta vincendo”.

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