Seconda giornata della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. In cima all’agenda l’Ucraina e il rafforzamento delle difese europee in ambito Nato, oltre alle crisi in Medio Oriente e l’Iran. Ma a caratterizzare il vertice sono soprattutto i rapporti tra Europa e Stati Uniti. “Tra Usa e Ue si è aperta una frattura. L’ordine del dopoguerra non c’è più e bisogna rifondare l’Alleanza atlantica”, ha ammesso ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Oggi è arrivata l’attesa replica dal palco del segretario di Stato Usa Marco Rubio. “Gli Usa e gli amici europei sono destinati a stare insieme. Siamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale. Siamo connessi. Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l’Europa debba sopravvivere. In definitiva, il nostro destino è intrecciato al vostro”, ha detto Rubio. Il suo intervento, quindi, è apparso come un messaggio d’amicizia all’Europa ed è stato accolto da una standing ovation finale. Poco dopo, il presidente del Msc Wolfgang Ischinger ha chiesto a Rubio se “abbia colto il sospiro di sollievo in quest’aula mentre ascoltavamo quello che interpreterei come un messaggio di rassicurazione, di partenariato”. A parlare anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: “L’Europa deve diventare più indipendente: non c’è altra scelta. Indipendente in ogni dimensione che influisce sulla nostra sicurezza e prosperità. Difesa ed energia. Economia e commercio. Materie prime e tecnologia digitale”. Il discorso di Rubio su “Gli Stati Uniti nel mondo” ha aperto la seconda giornata della Conferenza. Il segretario di Stato Usa ha iniziato il suo intervento lanciando un messaggio di amicizia all’Europa. “Siamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale. Siamo connessi. Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l’Europa debba sopravvivere. In definitiva, il nostro destino è intrecciato al vostro”, ha detto. Ancora: “Ci sta profondamente a cuore il vostro futuro e il nostro. E se a volte non siamo d’accordo, i nostri disaccordi derivano dal nostro profondo senso di preoccupazione per un’Europa con cui siamo legati, non solo economicamente, non solo militarmente, siamo legati spiritualmente e culturalmente”. Secondo Rubio, il trionfo del dopoguerra ha portato a una “pericolosa illusione”. “L’euforia di questo trionfo – ha spiegato – ci ha portato alla pericolosa illusione di essere entrati nella ‘fine della storia’ e che ogni nazione fosse una democrazia liberale, che i legami formati dal commercio e solo dal commercio avrebbero sostituito la nazionalità, che l’ordine globale basato sulle regole, un termine abusato, avrebbe sostituito l’interesse nazionale e che saremmo vissuti in un mondo senza confini, dove tutti sarebbero diventati cittadini del mondo. Questa era un’idea folle che ignorava la natura umana”. Poi Rubio ha aggiunto: “Abbiamo commesso questi errori insieme e ora, insieme, abbiamo il dovere nei confronti del nostro popolo di affrontare la realtà e andare avanti”. Secondo il segretario di Stato Usa, “l’immigrazione di massa” sta “trasformando e destabilizzando le società in tutto l’Occidente” ed è necessario “ottenere il controllo dei nostri confini nazionali”. Non è “xenofobia. Non è odio. È un atto fondamentale di sovranità nazionale, e non farlo non è solo un’abdicazione a uno dei nostri doveri più basilari nei confronti del nostro popolo. È una minaccia alle nostre società e alla sopravvivenza della nostra stessa civiltà”, ha detto. E ancora: “Sotto la presidenza Trump, gli Stati Uniti d’America assumeranno ancora una volta il compito del rinnovamento e della ricostruzione, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale quanto il passato della nostra civiltà. E mentre siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, è nostra preferenza e speranza farlo insieme a voi, nostri amici qui in Europa. Gli Stati Uniti e l’Europa, ci apparteniamo”. La fine dell’era transatlantica “non è né il nostro obiettivo né il nostro desiderio. Perché per noi americani la nostra casa può essere nell’emisfero occidentale, ma saremo sempre figli dell’Europa”, ha aggiunto il segretario di Stato Usa, sottolineando che gli Stati Uniti stanno “tracciando la strada per un nuovo secolo di prosperità” e vogliono farlo con l’Europa. Nel suo intervento, Rubio ha sottolineato ancora: “Non vogliamo che i nostri alleati siano deboli, perché questo ci renderebbe ancora più deboli. Vogliamo alleati che sappiano difendersi, in modo che nessun avversario sia mai tentato di mettere alla prova la nostra forza collettiva. “Noi in America – ha aggiunto – non abbiamo alcun interesse a essere custodi educati e ordinati del declino controllato dell’Occidente”. E ancora: gli Stati Uniti “non cercano di dividere, ma di rivitalizzare un’antica amicizia. Non vogliamo che gli alleati razionalizzino lo status quo in crisi, piuttosto che fare i conti con ciò che è necessario per risolverlo”. Gli Stati Uniti, ha detto ancora, vogliono “un’alleanza rinvigorita che riconosca che ciò che ha afflitto le nostre società non è solo un insieme di cattive politiche, ma un malessere di disperazione e autocompiacimento”. “Non dobbiamo abbandonare il sistema di cooperazione internazionale che abbiamo creato, né smantellare le istituzioni globali del vecchio ordine che insieme abbiamo costruito – ha proseguito Rubio –. Ma queste devono essere riformate. Devono essere ricostruite. Ad esempio, le Nazioni Unite hanno ancora un enorme potenziale per essere uno strumento per il bene del mondo, ma non possiamo ignorare che oggi, sulle questioni più urgenti che ci troviamo ad affrontare, non hanno risposte e non hanno svolto praticamente alcun ruolo”. Le Nazioni Unite, ha detto ancora, “non sono riuscite a risolvere la guerra a Gaza”, “non hanno risolto la guerra in Ucraina”, “sono state impotenti nel limitare il programma nucleare dei religiosi sciiti radicali a Teheran”, “non sono state in grado di affrontare la minaccia alla nostra sicurezza rappresentata dal dittatore anarco-terrorista in Venezuela”.
Monaco, il segretario di Stato Marco Rubio alla Conferenza sulla sicurezza: “Usa ed Europa destinati a stare insieme”






