Ad Ardea il progetto del nuovo Palazzetto dello Sport non viene più raccontato soltanto come un intervento edilizio, ma come una scelta che incide sul futuro sociale della città. Perché un palazzetto non è solo un edificio in cemento e acciaio: è uno spazio che prende vita ogni giorno, tra allenamenti, partite, attività scolastiche, incontri e momenti di aggregazione. Significa offrire ai ragazzi un luogo sicuro dove crescere attraverso lo sport, alle famiglie un punto di riferimento, alle associazioni un contenitore stabile per programmare attività senza dover rincorrere spazi provvisori. Vuol dire promuovere sport sano, inclusione, disciplina e rispetto delle regole. Valori che non restano confinati dentro un campo da gioco, ma si riflettono nel tessuto quotidiano di una comunità. In una città che negli anni ha conosciuto una crescita importante, la mancanza di una struttura adeguata è stata spesso avvertita come un limite. Il palazzetto rappresenta quindi un investimento che va oltre la dimensione sportiva: è un tassello nella costruzione di una rete sociale più solida, capace di offrire alternative concrete ai giovani e occasioni di incontro per tutte le generazioni. C’è poi un elemento politico, nel senso più alto del termine, che accompagna questa iniziativa. Per la prima volta un consigliere comunale ha proposto e portato avanti con determinazione un servizio essenziale guardando al bene comune, senza scorciatoie e senza ridurre l’opera a slogan. Un percorso che ha richiesto studio degli atti, confronto istituzionale e continuità amministrativa. Il Palazzetto dello Sport, dunque, non è soltanto un progetto urbanistico: è una visione di città. Una Ardea che sceglie di investire nella coesione, nella crescita dei giovani e nella qualità della vita. Ora la sfida è trasformare questa visione in tempi certi e risultati concreti, perché le comunità si rafforzano quando le idee diventano spazi reali da vivere ogni giorno.






