lunedì, Febbraio 16, 2026

Ardea, consigliere condannato per diffamazione sui social: multa dal Tribunale di Velletri

Un consigliere comunale di Ardea, in passato autore di una querela poi rivelatasi infondata nei confronti della testata Il Caffè, è stato condannato dal Tribunale per alcuni pesanti commenti pubblicati su Facebook. Come impone la deontologia giornalistica, non riportiamo i nomi dei protagonisti della vicenda – e in particolare quello del condannato – trattandosi di un provvedimento non ancora definitivo. Un principio di tutela che l’informazione professionale è chiamata a rispettare sempre, anche quando la notizia riguarda rappresentanti delle istituzioni.Il procedimento si è concluso presso il Tribunale di Velletri, dove un consigliere appartenente  alla maggioranza è stato ritenuto responsabile di diffamazione per aver offeso pubblicamente una persona attraverso il proprio account Facebook. Secondo quanto ricostruito negli atti, il consigliere avrebbe pubblicato commenti giudicati denigratori, accompagnati dalla diffusione di informazioni riservate riguardanti un uomo di 46 anni. Elementi che hanno portato all’intervento dell’autorità giudiziaria. Il Giudice per le Indagini Preliminari, Silvia Artuso, ha emesso un decreto penale di condanna, riconoscendo la responsabilità dell’amministratore pubblico. La sanzione stabilita è una multa di 450 euro.La vicenda riporta al centro dell’attenzione un tema sempre più attuale: l’uso dei  social network da parte di chi ricopre incarichi istituzionali. Essere amministratori pubblici non attribuisce alcuna immunità rispetto alle regole del confronto civile e del rispetto della dignità altrui. Al contrario, il ruolo impone maggiore equilibrio e senso di responsabilità. Il caso rappresenta un monito chiaro: sui social ciò che si scrive può avere conseguenze giuridiche concrete. E la libertà di espressione, anche nel dibattito politico, trova un limite invalicabile nel rispetto delle persone e della legge.

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