È sull’aggravante del metodo mafioso, non riconosciuta dai giudici di primo grado, che si concentra la requisitoria in Corte d’Assise d’appello del Pubblico Ministero Francesco Cascini e dei Procuratori Generali Pantaleo Polifemo ed Eugenio Rubolino. Per la pubblica accusa, il delitto del capo ultrà della Lazio fu una vera e propria esecuzione, maturata in un contesto di criminalità organizzata, epilogo di uno scontro tra due fazioni opposte. Da una parte il gruppo di Diabolik, dall’altra quello di Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, signori della coca a Roma, e fedelissimi del boss di Camorra Michele Senese. Piscitelli – questa l’ipotesi – sarebbe stato punito perché colpevole di non pagare la “stecca”, i soldi dovuti a Senese che si trovava in carcere. Nessun dubbio, sostiene ancora la Procura, che il killer travestito da runner che il 7 agosto del 2019 freddò il Diablo, con un colpo di pistola alla testa, sia Raul Esteban Calderon. Per l’argentino i Pg hanno chiesto l’ergastolo. Calderon, il cui vero nome per l’accusa sarebbe Gustavo Alejandro Musimesi, assiste all’udienza video collegato dal carcere di Cagliari. L’imputato, considerato un sicario professionista, sta scontando la pena massima anche per l’omicidio dell’albanese Shehaj Selavdi, avvenuto sulla spiaggia di Torvajanica a settembre del 2020.






