lunedì, Maggio 18, 2026

Iran-Usa: 90% di probabilità di un attacco statunitense a Teheran nelle prossime settimane

“L’Iran sta elaborando un quadro coerente per portare avanti i futuri colloqui con gli Stati Uniti”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi durante una conversazione telefonica con il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi. Araghchi e Grossi, che si sono incontrati a Ginevra il giorno prima del secondo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti, tenutosi martedì in Svizzera, hanno discusso i risultati dei colloqui durante la conversazione telefonica. Secondo Irna, Grossi ha valutato positivamente l’esito dei colloqui e ha espresso la disponibilità dell’Aiea a fornire sostegno e cooperazione per elaborare il quadro dei futuri colloqui tra Iran e Stati Uniti. Il comandante del primo distretto navale della Marina della Repubblica islamica, Hassan Maghsoodloo, ha annunciato che domani si terrà un’esercitazione navale congiunta con la Russia nel mare di Oman, che si trova nei pressi dello stretto di Hormuz, e nell’Oceano Indiano settentrionale. L’annuncio arriva mentre a partire da lunedì la Marina delle Guardie della Rivoluzione islamica ha tenuto un’esercitazione militare nello stretto di Hormuz e da gennaio gli Stati Uniti hanno schierato la portaerei Lincoln e altri dispositivi militari nelle acque del Medio Oriente, dopo le tensioni scatenate dalle proteste anti governative iraniane. Secondo quanto riferisce Mehr, Maghsoodloo ha affermato che tra gli obiettivi dell’esercitazione militare congiunta con la Russia c’è la “cooperazione navale” con Mosca, “la convergenza e il coordinamento nelle azioni congiunte per contrastare le attività che minacciano la sicurezza marittima, in particolare nel campo della protezione delle navi commerciali e delle petroliere, nonché la lotta al terrorismo marittimo”.
L’esercitazione navale congiunta è stata pianificata anche con l’obiettivo di approfondire le relazioni amichevoli tra Teheran e Mosca, ha aggiunto il militare. Sebbene Usa e Iran abbiano affermato che i colloqui hanno “fatto progressi”, le divergenze, scrive Axios, sono ampie e i funzionari statunitensi non sono ottimisti sulla possibilità di colmarle. “Il capo (Donald Trump) si sta stufando. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dal dichiarare guerra all’Iran, ma credo che ci sia il 90% di possibilità di assistere a un’azione concreta nelle prossime settimane”, lo ha affermato un consigliere del presidente americano ad Axios. Secondo Axios, inoltre, un’operazione militare statunitense in Iran sarebbe probabilmente una campagna massiccia, della durata di settimane, che assomiglierebbe più a una guerra vera e propria rispetto all’operazione mirata del mese scorso in Venezuela. Le fonti hanno sottolineato che si tratterebbe probabilmente di una campagna congiunta Usa-Israele di portata molto più ampia (e più esistenziale per il regime) rispetto alla guerra di 12 giorni guidata da Israele lo scorso giugno, a cui gli Stati Uniti si sono poi uniti per distruggere le strutture nucleari sotterranee dell’Iran. I consiglieri di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, hanno incontrato ieri a Ginevra per tre ore il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.  Viene messo in luce come l’armata americana nel Golfo sia cresciuta fino a comprendere due portaerei, una dozzina di navi da guerra, centinaia di aerei da combattimento e molteplici sistemi di difesa aerea con altra potenza di fuoco ancora in arrivo e “non è nella natura di Trump spostare tutto quell’hardware come un bluff”.  In conclusione – si legge – “non ci sono prove che una svolta diplomatica con l’Iran sia all’orizzonte ma ci sono sempre più prove che una guerra sia imminente”.

 

 

Articoli correlati

Ultimi articoli