giovedì, Febbraio 19, 2026

Che fine faceva il denaro dei pazienti?

Gli anziani affidati alle due amministratrici di sostegno, secondo l’inchiesta in corso, vivevano in condizioni di grave trascuratezza, incapaci di soddisfare persino i bisogni primari. Dall’acquisto della biancheria intima a una semplice visita medica, nulla veniva garantito ai soggetti fragili sotto la loro tutela, suscitando sgomento tra familiari e operatori sociali. Secondo l’impianto accusatorio, il denaro destinato agli assistiti avrebbe invece preso altre strade. Bonifici, prelievi in contanti e false dichiarazioni di prestazioni lavorative  mai effettivamente svolte avrebbero alimentato un circuito illecito. Parte dei fondi sarebbe stata utilizzata direttamente dagli indagati per spese personali; un’altra parte trasferita a parenti e volontari legati all’associazione di Grottaferrata, creando una rete di beneficiari collaterali che gravitava attorno al sistema. Quando le due amministratrici sono state chiamate a rendere conto della gestione dei beni, avrebbero reagito con una frenetica attività di falsificazione documentale. Nel centro di assistenza pensioni di Genzano di Roma sarebbero stati redatti rendiconti fittizi: scontrini raccolti senza criterio, giustificativi di spesa privi di collegamento con i singoli assistiti e documenti ideologicamente e materialmente falsi, creati per dare l’impressione di una gestione trasparente.L’inchiesta dei Carabinieri ha fatto emergere un quadro preoccupante, con evidenti condotte illecite a danno dei più fragili e la manipolazione dei sistemi di  controllo amministrativo. Le accuse contestate vanno dalla circonvenzione di incapace al peculato e al falso, e le indagini proseguono per accertare la portata effettiva delle somme sottratte e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti. Un caso che ha scosso la comunità di Ardea e dei Castelli Romani, portando all’attenzione pubblica il rischio di abusi nei confronti di chi, per fragilità o età avanzata, si trova completamente dipendente da chi dovrebbe tutelarlo.

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