La prima riunione del Board of Peace inizierà alle 9 ora locale a Washington, le 15 in Italia, ma non durerà che tre ore. Dal programma quotidiano di Donald Trump fornito dalla Casa Bianca, infatti, emerge che il Presidente alle 13.50 ora locale, le 19.50 in Italia, dovrà essere nella città di Roma in Georgia. Il che vuol dire che lascerà la riunione almeno alle ore 12. Gli Stati Uniti si astengono dal condannare la recente serie di misure israeliane volte ad espandere il controllo dei coloni sulla Cisgiordania durante una sessione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite convocata principalmente per discutere la questione. E’ quanto riporta The Times of Israel. Mentre tutti gli altri ambasciatori presenti alla riunione hanno condannato nelle loro dichiarazioni quelle che definiscono violazioni del diritto internazionale, l’ambasciatore statunitense Mike Waltz ha concentrato il suo intervento sugli sforzi degli Stati Uniti a Gaza. Gli Stati Uniti hanno mantenuto un atteggiamento piuttosto silenzioso riguardo alle misure che faciliteranno l’occupazione dei territori della Cisgiordania da parte dei coloni, insieme al trasferimento di ulteriori autorità relative alla Cisgiordania dalle agenzie di sicurezza israeliane a quelle civili, in quello che è considerato un’annessione di fatto. Il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà in Israele per incontrare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla fine di febbraio. E’ quanto riferisce un alto funzionario statunitense ad alcuni media. Secondo quanto confermato a The Times of Israel, Rubio visiterà Israele il 28 febbraio. l video del discorso in cui Francesca Albanese avrebbe definito Israele “nemico comune dell’umanita’” è stato manipolato e dunque le richieste di dimissioni della relatrice arrivate da alcuni paesi, tra cui l’Italia, sono “basate sulla disinformazione”. A sostenerlo è il comitato di sei esperti delle Nazioni Unite chiamato a esaminare i reclami contro la relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi. E proprio oggi 150 personalità della politica e della diplomazia hanno criticato in una lettera aperta il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, il primo ad aver invocato un passo indietro di Albanese. “Condanniamo la scelta dei Ministri di alcuni Stati di basarsi su fatti fabbricati e criticare la signora Albanese per dichiarazioni che non ha mai fatto al 17 Forum Al Jazeera”, ha si legge in una note il Comitato che fa capo all’Alto commissariato per i diritti umani. “Gli eventi seguono una campagna organizzata contro Albanese e l’imposizione di sanzioni illegali contro di lei lo scorso anno, con conseguenze devastanti per lei e la sua famiglia”, si ricorda. “Il Comitato ha espresso preoccupazioni per l’aumento di attacchi politicamente motivati e maliziosi contro esperti indipendenti di diritti umani, funzionari Onu e giudici di tribunali internazionali, che cercano di accertare responsabilità”, si sottolinea. “Gli Stati che affermano di difendere i diritti umani, la giustizia e lo stato di diritto dovrebbero investire tempo ed energie nel ritenere responsabili i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, piuttosto che prendere di mira coloro che indagano in modo obiettivo ed espongono crimini internazionali”, ha affermato ancora il Comitato. “Invece di chiedere le dimissioni della signora Albanese per aver svolto il suo mandato in circostanze molto difficili – inclusi intimidazioni persistenti, attacchi personali coordinati e sanzioni unilaterali illegali – questi rappresentanti del Governo dovrebbero unire le forze per ritenere responsabili, compreso davanti alla Corte Penale Internazionale, leader e funzionari accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanita’ a Gaza”, avverte il Comitato, invece di “incoraggiare o difendere le azioni illegali” del governo di Israele. E di una campagna contro Albanese basata sulla “disinformazione” hanno parlati gli oltre 150 tra ex diplomatici, ministri e ambasciatori che hanno puntato il dito contro Barrot. In una lettera aperta, i 150 “condannano l’uso di elementi inaccurati e manipolati per screditare un detentore di un mandato indipendente delle Nazioni Unite”. Albanese “ha ribadito un principio fondamentale del diritto internazionale: la responsabilità per gravi violazioni del diritto internazionale e’ un obbligo legale, non una scelta politica, e i responsabili devono essere perseguiti”, hanno sottolineato.
Prima riunione del Board of Peace a Washington. Il segretario di Stato Rubio in Israele a fine mese






