venerdì, Febbraio 20, 2026

Anzio, maxi sequestro da 1,5 milioni: nel mirino società portuale e otto indagati per evasione e riciclaggio

Un sequestro preventivo di beni per oltre un milione e mezzo di euro segna il primo capitolo di un’indagine per evasione fiscale e riciclaggio che ruota attorno a una società del settore portuale con sede ad Anzio, ritenuta evasore totale tra il 2017 e il 2019. Otto le persone coinvolte, residenti tra Velletri, Latina e Cisterna di Latina. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Guardia di Finanza su disposizione del Tribunale di Velletri, al  termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica veliterno. Il decreto dispone il sequestro preventivo per equivalente di beni per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, cifra che corrisponderebbe – secondo l’ipotesi accusatoria – al profitto illecito derivante dall’evasione fiscale contestata. Le indagini avrebbero fatto emergere un presunto sistema di sottrazione al fisco da parte della società anziate, attiva nel comparto portuale, che per il triennio 2017-2019 sarebbe risultata, secondo gli inquirenti, completamente sconosciuta al fisco nonostante un volume d’affari significativo. Gli approfondimenti investigativi si sarebbero concentrati anche sui flussi finanziari successivi, ipotizzando operazioni di riciclaggio finalizzate a reimpiegare le somme sottratte all’Erario. Nel dettaglio, il sequestro ha riguardato disponibilità finanziarie, conti correnti e altri beni riconducibili agli indagati, distribuiti nei comuni di Velletri, Latina e Cisterna di Latina. L’operazione rappresenta una misura cautelare reale finalizzata a impedire la dispersione delle risorse economiche ritenute provento dei reati contestati. Gli inquirenti sottolineano che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per questo motivo non sono stati resi noti i nomi della società né quelli delle persone coinvolte. Vige infatti il principio della presunzione di innocenza, che accompagna gli indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto ai reati economico-finanziari condotte dalla Guardia di Finanza nel territorio laziale, con particolare attenzione ai settori considerati più esposti al rischio di evasione e di movimentazione illecita di capitali. Il porto di Anzio, nodo strategico per traffici commerciali e attività marittime, torna così al centro di un’inchiesta che punta a fare luce su presunte irregolarità fiscali e finanziarie di rilevante entità.Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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