lunedì, Febbraio 23, 2026

Doccia scozzese sui dazi di Trump, l’UE verso lo stop all’intesa con gli Usa

Il mondo economico necessita di certezze dopo lo scontro istituzionale a Washington sulle tariffe. In un’intervista rilasciata a Cbs News, la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha lanciato un appello alla stabilità nelle relazioni commerciali degli Stati Uniti. L’intervento della numero uno dell’Eurotower arriva a pochi giorni dalla sentenza della Corte Suprema che, venerdì scorso, ha inferto un duro colpo all’agenda tariffaria di Donald Trump. Secondo Lagarde, l’attuale clima di incertezza rappresenta un rischio per la crescita globale. «È di fondamentale importanza che tutti gli operatori commerciali, sia all’interno che al di fuori degli Stati Uniti, abbiano chiarezza sul futuro delle relazioni su questo fronte», ha spiegato Lagarde. La presidente della BCE ha sottolineato come la prevedibilità delle regole sia il presupposto indispensabile per permettere alle imprese di pianificare investimenti e attività produttive in un momento di forte tensione geopolitica. “La Commissione europea chiede piena chiarezza sulle misure che gli Stati Uniti intendono adottare a seguito della recente sentenza della Corte suprema. La situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici ‘equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi’, come concordato da entrambe le parti nella dichiarazione congiunta Ue-Usa. Un accordo è un accordo. In qualità di principale partner commerciale degli Stati Uniti, l’Ue si aspetta che gli Usa onorino gli impegni” si legge in una dichiarazione della Commissione Ue. Nonostante la recente battuta d’arresto inflitta dalla Corte Suprema, gli Stati Uniti intendono onorare gli impegni presi con l’Unione Europea, la Cina e gli altri partner internazionali in materia di dazi. A dichiararlo è stato il Rappresentante Commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer, durante un’intervista al programma “Face the Nation” sulla rete CBS. Greer ha confermato che l’amministrazione sta portando avanti “discussioni attive” con i principali alleati commerciali per stabilizzare il quadro negoziale. “Vogliamo che i nostri partner capiscano che questi saranno accordi validi e solidi”, ha affermato Greer, sottolineando la volontà di Washington di dare continuità ai patti siglati. “Intendiamo rispettarli e contiamo sul fatto che anche i nostri partner facciano lo stesso”, ha aggiunto il funzionario, cercando di diradare le nubi di incertezza sorte dopo le ultime sentenze giudiziarie che hanno messo in discussione i poteri esecutivi sulle tariffe. “Quella dei dazi è una scelta sbagliata che non giova all’economia europea e americana. Che siano un errore lo disse Meloni fin dall’inizio. Aggiungo però che non bisogna alimentare l’allarmismo, né farsi prendere da pulsioni di ritorsioni commerciali”. Lo dice in una intervista a Repubblica Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei. “A proposito dei dazi e dei contro-dazi, Reagan sosteneva: con 1 partner commerciali siamo sulla stessa barca, se uno fa un buco nello scafo, ha senso che l’altro ne faccia un altro? Alcuni dicono di sì e lo chiamano ‘fare i duri’, mentre io lo definisco stupido”, afferma, sottolineando che “una politica di reazione si può sempre fare, ma potrebbe non dare risultati. Dalle guerre commerciali arrivano disastri commerciali”. In merito alla richiesta all’Ue da parte della Germania di una posizione unitaria, Foti spiega che nella riunione dei ministri degli Esteri in programma oggi, l’Italia chiederà di “costruire una posizione europea unitaria e ragionevole”. “Un compromesso con Washington è inevitabile, perché parliamo di trecento miliardi di export dell’Ue. Poi è chiaro che per percorrere questa strada bisogna essere in due e chi cammina con te non deve piazzare cavalli di frisia lungo il cammino. Dunque, non possiamo dare nulla per scontato”, aggiunge. Una guerra commerciale come reazione alle ultime decisioni del presidente Usa Donald Trump in tema di dazi, così come vorrebbero alcuni esponenti del centrosinistra? “Le prime a non volerla sono proprio le imprese, che non ne avrebbero nulla da guadagnare”. È importante invece “non perdere la testa” e lavorare “senza inutili parole”. Lo afferma in un colloquio con il Corriere della Sera il ministro degli Esteri del Commercio estero Antonio Tajani. E’ “fondamentale –  sottolinea Tajani – che l’Unione si presenti unita” e l’Italia è “in pieno accordo con la nota europea in cui si chiedono ‘certezze'”. Pechino ha esortato gli Stati Uniti ad annullare i dazi unilaterali annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo che la Corte Suprema ha bocciato molte delle sue misure. Il ministero del Commercio cinese ha dichiarato che sta conducendo una “valutazione completa” dell’impatto della sentenza e ha invitato Washington a revocare i dazi.   “La Cina esorta gli Stati Uniti a cancellare le misure tariffarie unilaterali nei confronti dei suoi partner commerciali – ha affermato il ministero in una dichiarazione -.Non ci sono vincitori in una guerra commerciale e il protezionismo non porta da nessuna parte”. I nuovi dazi globali del 15% entreranno in vigore domani e dovrebbero durare 150giorni, con esenzioni per alcuni prodotti. Il ministero degli Esteri cinese ha anche osservato che sta prestando “molta attenzione” alle potenziali mosse degli Stati Uniti per mantenere i dazi aumentati. “Gli Stati Uniti stanno attualmente pianificando misure alternative, come indagini commerciali, alfine di mantenere l’aumento dei dazi sui partner commerciali. La Cina continuerà a prestare molta attenzione a questo aspetto e a salvaguardare con determinazione i propri interessi”, ha affermato il ministero. Il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, intervistato dalla Cnn ha evitato le domande relative agli eventuali rimborsi. “Vorrei iniziare con la domanda più importante: rimborserete i circa 134 miliardi di dollari di entrate derivanti da questi dazi doganali di emergenza?” ha chiesto la giornalista della Cnn. “Questa non è la domanda fondamentale. Mettiamo le cose in chiaro: ciò che ha fatto la Corte Suprema è stata un’interpretazione molto restrittiva dell’autorità del presidente di imporre i dazi in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA)” ma “abbiamo altre autorità tariffarie che hanno funzionato, i dazi della Sezione 232 e quelli della Sezione 301” ha risposto Bessent, aggiungendo che “la Corte suprema non ha affrontato la questione dei rimborsi”. Quando l’intervistatrice ha ribattuto che “questo dipenderà chiaramente da voi”, Bessent ha replicato di no: i rimborsi “non dipendono dall’amministrazione, ma da un tribunale di grado inferiore, chiariamo questo punto” ha detto. “La Corte Suprema ha rinviato il caso a un tribunale di grado inferiore e noi seguiremo le loro indicazioni, ma potrebbero volerci settimane o mesi prima di conoscere la loro decisione”.

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