Un fenomeno silenzioso ma sempre più evidente sta ridisegnando la mappa della sosta nel centro cittadino. Ad Anzio aumentano progressivamente i parcheggi per disabili riservati nominativamente, mentre diminuiscono gli stalli liberi soggetti a rotazione. Una trasformazione che negli anni si è consolidata e che oggi, soprattutto nelle zone centrali, inizia a sollevare interrogativi e disagi.I parcheggi riservati sono quelli che, in base alla normativa, il Comune concede alle persone con disabilità nelle vicinanze della propria abitazione o del luogo di lavoro. Una misura di civiltà e tutela dei diritti, che risponde a esigenze concrete di mobilità. Tuttavia, la progressiva conversione di posti “liberi” in stalli personalizzati sta riducendo sensibilmente la disponibilità complessiva di parcheggi accessibili a tutti i titolari di contrassegno. Il punto critico, segnalato da diversi cittadini, riguarda l’assenza di compensazione: quando uno stallo libero viene trasformato in riservato, raramente ne viene creato un altro in sostituzione. Il risultato è una contrazione degli spazi utilizzabili in modo più flessibile, con effetti che si amplificano nei periodi di maggiore afflusso. E l’estate, ad Anzio, rappresenta il banco di prova più impegnativo. Con l’arrivo dei turisti e l’aumento della pressione veicolare, trovare parcheggio diventa complesso per tutti, compresi i possessori del contrassegno disabili. È vero che questi ultimi possono sostare gratuitamente anche nelle strisce blu, ma la soluzione non è sempre agevole: gli spazi delimitati dalle linee a pagamento non garantiscono spesso l’ampiezza necessaria per l’apertura completa dello sportello o per l’utilizzo di una carrozzina. A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge un’abitudine che si ripresenta puntuale ogni stagione: alcuni turisti disabili, prima di imbarcarsi per le isole – come nel caso dei collegamenti verso Ponza – oppure durante lunghi periodi di villeggiatura, lasciano l’auto parcheggiata per giorni negli stalli riservati. Una pratica legittima, se in possesso dei requisiti, ma che di fatto elimina la rotazione e riduce ulteriormente le possibilità per altri aventi diritto. Il tema si muove su un crinale delicato, tra la sacrosanta tutela delle persone con disabilità e la necessità di garantire un equilibrio complessivo nella gestione della sosta urbana. L’ipotesi più condivisa resta quella di affiancare alla creazione di ogni nuovo stallo riservato la realizzazione di un ulteriore parcheggio libero per disabili, così da non comprimere l’offerta complessiva. Con l’alta stagione alle porte, la questione parcheggi torna dunque al centro del dibattito cittadino. Perché il diritto alla mobilità, ad Anzio come altrove, non può trasformarsi in una competizione tra esigenze diverse, ma richiede programmazione, equilibrio e soluzioni strutturali capaci di guardare oltre l’emergenza estiva.






