Torna al centro del dibattito culturale della città la questione del “Fondo Ranalli”, il patrimonio testamentario del senatore Giovanni Ranalli, composto da libri, documenti e opere di grande valore storico e culturale. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimiliano Grasso, ha presentato una mozione indirizzata al Presidente del Consiglio comunale, al Sindaco e al Segretario generale, chiedendo di restituire al fondo una collocazione stabile e pienamente accessibile al pubblico. «Il senatore Ranalli ha rappresentato una figura significativa della storia politica e istituzionale di Civitavecchia – scrive Grasso – il suo lascito è stato destinato alla collettività come patrimonio condiviso. Oggi, però, il Fondo non è pienamente fruibile né adeguatamente valorizzato, rischiando di vanificare le volontà del senatore e privare la città di un importante presidio culturale».La mozione sottolinea come il Fondo Ranalli rappresenti un bene identitario per la comunità civitavecchiese, offrendo un’opportunità per sviluppare iniziative educative, culturali e sociali. Grasso propone di individuare con urgenza una sede adeguata, accessibile e stabile, con riferimento prioritario alla scuola “Cesare Laurenti” o ad altre strutture comunali equivalenti. In mancanza di una soluzione concreta, si renderebbe necessario valutare, in accordo con i soggetti gestori, la restituzione del lascito, garantendone comunque una collocazione decorosa e fruibile dal pubblico. La mozione impegna l’Amministrazione a presentare al Consiglio un aggiornamento puntuale sulle soluzioni individuate e sui tempi di attuazione, e a definire un percorso condiviso con le realtà culturali del territorio. L’iniziativa di Fratelli d’Italia è stata accolta come un richiamo all’attenzione sulla memoria storica della città, evidenziando la necessità di coniugare tutela del patrimonio culturale e fruibilità pubblica, per fare del Fondo Ranalli un vero polo di riferimento per cittadini, studenti e appassionati di storia locale.
Civitavecchia: FdI chiede la valorizzazione del “Fondo Ranalli” e una sede pubblica stabile






