mercoledì, Febbraio 25, 2026

“50 coltellate, vittima quasi decapitata, frutto di un profondo disprezzo contro le prostitute”

“Ha inferto contro la vittima un numero elevatissimo di colpi, chiaramente eccedendo i limiti della normalità causale per conseguire l’evento-morte voluto, provocandole oltre cinquanta lesioni, molte delle quali mortali: un caso di Overkilling”. Scrivono così di una delle vittime i giudici della terza sezione della Corte d’assise d’appello di Roma nelle pagine di motivazioni della sentenza con cui hanno condannato all’ergastolo Giandavide De Pau per aver ucciso, nel 2022, tre prostitute nel quartiere Prati a Roma. Le oltre cinquanta ferite da arma bianca, spesso sovrapposte o a brevissima distanza l’una dall’altra, hanno provocato – scrivono i magistrati – “a livello del collo una distruzione dei tessuti e delle strutture anatomiche sottostanti, con conseguente gravissimo trauma cervicale interessante il midollo spinale che ha subito la completa sezione in quel punto, “come se la vittima fosse stata decapitata”. Colpi inferti anche quando ormai la vittima era in agonia o forse già morta. Espressione secondo la Corte d’Assise di un “profondo disprezzo nei confronti delle prostitute”.

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