È finito al vaglio dei pubblici ministeri della Procura di Roma il fascicolo relativo alle denunce presentate da alcuni candidati al concorso notarile 2024, uno dei più selettivi e ambiti della pubblica amministrazione italiana. I magistrati competenti per i reati contro la pubblica amministrazione stanno esaminando la documentazione per verificare la sussistenza di eventuali profili penali. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su quanto accaduto dopo la pubblicazione, seppur per pochi minuti, di un documento riservato sul sito istituzionale del Consiglio nazionale del Notariato. Un file che non avrebbe mai dovuto essere accessibile al pubblico e che conteneva appunti interni e giudizi attribuiti alla commissione esaminatrice, accanto ai nomi di alcuni candidati ammessi alla prova scritta. Nel documento comparivano annotazioni sintetiche ma fortemente caratterizzanti, come “geniale” o “salvato sul civile”, commenti che, secondo i denuncianti, potrebbero far emergere dubbi sulla regolarità, l’imparzialità e la trasparenza della valutazione. A rendere il caso ancora più singolare, la presenza di riferimenti del tutto atipici per un concorso pubblico: citazioni di figure religiose come San Beniamino e Santa Caterina di Svezia, fino a un appunto che richiamava l’Annunciazione del Signore. Elementi che, pur non avendo di per sé rilevanza giuridica, hanno contribuito ad alimentare interrogativi e perplessità tra i partecipanti al concorso, soprattutto alla luce dell’altissimo numero di aspiranti e dei circa 400 posti messi a bando a livello nazionale per l’accesso alla professione notarile. Ora spetterà ai pm stabilire se la diffusione del documento e il suo contenuto possano configurare ipotesi di reato, come la violazione del segreto d’ufficio o altre fattispecie legate alla gestione delle procedure concorsuali. Un passaggio delicato, che potrebbe avere ripercussioni significative su una selezione considerata, da sempre, simbolo di rigore e meritocrazia.






