È una Determinazione dirigenziale del Dipartimento Ambiente – settore rifiuti, datata 23 febbraio 2026, a mettere nero su bianco lo stop all’attività dell’impianto finito sotto la lente dell’amministrazione. Un atto formale, ma dal peso sostanziale, che sancisce la sospensione dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), il provvedimento che riunisce e coordina tutti gli adempimenti necessari per lo svolgimento di attività con impatto sull’ambiente. Nel documento viene chiarito un punto fondamentale: in assenza delle condizioni previste dalla normativa, all’interno dell’impianto non è consentito svolgere il recupero dei rifiuti in regime semplificato. Un richiamo netto alle regole, che evidenzia come le carenze riscontrate non siano meri aspetti formali, ma elementi sostanziali legati alla sicurezza ambientale e alle garanzie economiche a tutela della collettività. La Determinazione non lascia margini di interpretazione. Fino a quando la situazione non verrà completamente regolarizzata, l’attività deve restare ferma. Un principio che ribadisce la linea di rigore adottata dall’ente competente: senza autorizzazioni valide e senza le necessarie coperture finanziarie, non è possibile operare nel settore del trattamento dei rifiuti. Il provvedimento rappresenta quindi un passaggio cruciale nella vicenda, perché fotografa lo stato attuale dell’impianto e ne congela l’operatività. Solo dopo la risoluzione delle criticità segnalate e il pieno rispetto delle prescrizioni previste dalla legge sarà possibile valutare un’eventuale riattivazione. Fino ad allora, la chiusura resta l’unica strada percorribile.






