giovedì, Febbraio 26, 2026

Riaperta l’accoglienza a Regina Coeli dopo il crollo

Riaperta la sezione accoglienza del carcere di Regina Coeli a Roma, chiusa lo scorso ottobre dopo il crollo di una porzione di tetto della seconda rotonda, snodo di collegamento interno alla struttura. A darne notizia, al termine di una visita di monitoraggio, sono stati il Garante regionale dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, e la Garante di Roma Capitale, Valentina Calderone. La settima sezione, ora ripristinata e dedicata esclusivamente ai nuovi giunti, è stata definita in condizioni dignitose. Il passaggio verso le sezioni interessate è stato messo in sicurezza grazie a una copertura temporanea in legno da cantiere, installata sotto una rete di tubi Innocenti che arriva fino al tetto. Al momento della visita i detenuti presenti erano 764, a fronte di 628 posti regolamentari. Considerando una capienza effettiva di 480 posti, il tasso di affollamento si attesta al 159 per cento. Secondo i garanti, la carenza di spazi adeguati per la socialità e per le attività trattamentali comporta che molte persone restino chiuse in cella per gran parte della giornata, anche in tre o sei per stanza. “Senza spazi di socialità e attività trattamentali non si può applicare la circolare che impone la chiusura delle camere detentive”, hanno dichiarato. Durante il sopralluogo sono stati visitati anche gli ambulatori specialistici, il blocco operatorio e le stanze di degenza del Sai, il Servizio assistenza integrata, che può ospitare fino a 78 degenti. Pur riconoscendo la qualità dell’assistenza sanitaria interna, i garanti hanno evidenziato criticità nelle visite esterne: nel 2025, su 1.219 richieste, 554 visite specialistiche non sarebbero state effettuate per difficoltà nel garantire le traduzioni verso le strutture sanitarie territoriali. La delegazione, accompagnata dalla direttrice Claudia Clementi, dal comandante della Polizia penitenziaria Francesco Salemi e dalla responsabile dell’area educativa Elena D’Angelo, ha visitato anche le aule colloqui, la cucina e le sezioni detentive, inclusa la storica terza sezione dell’edificio, costruito nel 1654 e trasformato in carcere tra il 1870 e il 1890.

 

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