venerdì, Febbraio 27, 2026

Caso Epstein, la versione dei Clinton. Hillary: “Mai incontrato, indagate su Trump”

“Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini”, dice Hillary Clinton nella sua testimonianza alla Commissione di vigilanza del Congresso. E poi attacca: “Indagate invece su Trump, chiamatelo a testimoniare sotto giuramento”. “Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa”. “Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini”. Accade in un paesino a nord di New York City, Chappaqua, dove la residenza dei Clinton diventa teatro di una pagina dell’inchiesta sul caso Jeffrey Epstein. “Che cosa è stato nascosto? Chi viene protetto? Perché questo insabbiamento?”. Sono le domande contenute nella parte finale della dichiarazione d’apertura dell’ex segretaria di Stato ed ex first lady. Hillary Clinton depone a porte chiuse davanti alla House Oversight Committee, guidata dal repubblicano James Comer. L’ex presidente Bill Clinton seguirà domani alla stessa ora, in sessioni video-registrate le cui trascrizioni saranno poi rese pubbliche. Clinton è una tra una serie di altre persone di alto potere che hanno avuto una relazione documentata con Epstein tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. Al termine della sua audizione davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera, l’ex Segretario di Stato ha smentito categoricamente ogni coinvolgimento del marito Bill nei crimini di Jeffrey Epstein. Rispondendo ai giornalisti, a deposizione conclusa, Clinton si è detta sicura al cento per cento che l’ex Presidente non fosse a conoscenza delle attività dell’ex finanziere, precisando che i loro rapporti si erano interrotti diversi anni prima che emergessero le accuse di pedofilia. Riguardo alla presenza di Ghislaine Maxwell al matrimonio della figlia Chelsea, Hillary ha chiarito che la donna partecipò all’evento esclusivamente come accompagnatrice di un altro invitato. L’ex First Lady ha inoltre espresso amarezza per essere stata interpellata, durante la deposizione, su vecchie teorie complottiste risalenti alla sua campagna elettorale, come il caso “Pizzagate” e la questione degli UFO. Dopo mesi di rifiuti i coniugi Clinton hanno così accettato di testimoniare per evitare sanzioni. L’udienza, nella loro casa di Chappaqua per comodità, mira a chiarire omissioni nei “files Epstein”, milioni di documenti declassificati dal 2025 su log di volo, email e indagini sul miliardario pedofilo, morto suicida nel 2019. I documenti rivelano stretti legami tra Bill Clinton ed Epstein: almeno 16-26 voli sul “Lolita Express” tra 2001-2003 per missioni umanitarie in Africa e Asia, spesso con la compagna di Epstein, Ghislaine Maxwell (condannata per traffico di minori), e senza Secret Service in cinque casi. Contatti White House negli anni ’90, donazioni alla Clinton Foundation e foto con Epstein emergono dai rilasci di dicembre 2025. Hillary è menzionata meno direttamente, per comunicazioni dello staff, ma nega incontri personali. Nessuna accusa formale di illeciti pende sui Clinton, ma l’inchiesta esplora potenziali omissioni. I Clinton hanno negoziato i termini delle deposizioni, e la Commissione per il Regolamento della Camera ha rinviato l’avanzamento delle risoluzioni per oltraggio al Congresso. Bill Clinton, dopo la deposizione della moglie avvenuta ieri sera, oggi vdovrà rispondere alle domande della Commissione di Vigilanza sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Nove dei 21 democratici della Commissione si sono uniti ai repubblicani per sostenere le accuse contro Bill Clinton, sostenendo la necessità di una piena trasparenza nell’indagine su Epstein. Anche tre democratici hanno sostenuto l’avanzamento delle accuse contro Hillary Clinton. Il New York Times e la Cnn hanno confermato lo scoop di National Public Radio, secondo cui mancherebbero più di cinquanta pagine dai file che il governo ha deciso di pubblicare. E riguardano tre interrogatori della donna che ha accusato il presidente Donald Trump di averla aggredita sessualmente quando lei aveva tredici anni. Secondo le nuove rivelazioni, le pagine mancanti dai file sarebbero molte di più, almeno una novantina. Alcuni di questi file erano catalogati ma non sono apparsi nel database reso pubblico. I democratici hanno chiesto alla ministra della Giustizia Pam Bondi se Donald Trump è sotto indagine dell’Fbi per Epstein. La richiesta affonda le radici nella mancanza di pagine legate al presidente nei file sul pedofilo pubblicati. L’assenza potrebbe nascondere un’inchiesta in corso, sostengono alcuni democratici. “Se il Dipartimento di Giustizia sta indagando sulle accuse a Trump da parte di una vittima di Epstein, il Congresso e gli americani hanno il diritto di saperlo”, ha messo in evidenza il deputato liberal Robert Garcia.

 

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