Un banale diverbio per un lavoro meccanico non gradito si è trasformato in un pomeriggio di follia a Terracina, culminato con un arresto e due denunce. Protagonisti della vicenda una donna di 32 anni e due uomini, tutti già noti alle forze dell’ordine, che avrebbero minacciato pesantemente un artigiano locale.La trentaduenne, accompagnata da un uomo di 49 anni, si è presentata presso l’abitazione di un meccanico del posto per contestare un presunto lavoro eseguito in modo scorretto sulla sua vettura. La discussione è degenerata rapidamente: secondo quanto ricostruito da carabinieri, la donna avrebbe estratto una pistola dalla borsa puntandola contro l’artigiano e minacciandolo, spalleggiata dal suo accompagnatore, poi si è allontanata. Poco dopo, la vittima è stata raggiunta da una telefonata intimidatoria da parte di un terzo soggetto, un 36enne, che ha rincarato la dose con ulteriori minacce. L’allarme lanciato al 112 dalla moglie del meccanico ha fatto scattare l’intervento immediato dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Terracina, insieme ai colleghi della Tenenza di Fondi e della stazione locale. I militari hanno rintracciato la donna presso il suo domicilio. Nell’auto sono stati rinvenuti e sequestrati una pistola a salve e un tirapugni in metallo. Durante la perquisizione a casa del 49enne, i Carabinieri hanno scoperto quattro proiettili traccianti, considerati munizioni da guerra. L’uomo è stato immediatamente arrestato in flagranza di reato e trasferito presso il Tribunale di Latina per il rito direttissimo. Per lui l’accusa è di detenzione illegale di munizionamento da guerra e minacce aggravate. La donna e il 36enne sono stati invece deferiti in stato di libertà per minacce aggravate in concorso e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere.






