venerdì, Febbraio 27, 2026

Santa Marinella, crollo del Ponte della Quartaccia: quartiere isolato da settimane, monta la protesta dei residenti

L’8 febbraio scorso, nel primo pomeriggio di una domenica, tra il frastuono di metalli e calcinacci, si è improvvisamente schiantato al suolo l’impalcato lato mare del Ponte della Quartaccia, a Santa Marinella. Un crollo che, solo per una fortunata coincidenza, non ha provocato vittime, ma che ha aperto una ferita profonda nella quotidianità del quartiere. Secondo le prime ricostruzioni, a determinare il cedimento sarebbe stato il collasso del parapetto, probabilmente causato dal maltempo o da una fragilità strutturale legata all’età del ponte. Il cedimento ha trascinato con sé la linea aerea ferroviaria, che è precipitata sulla sottostante Aurelia Vecchia, causando l’immediata sospensione del traffico ferroviario. La circolazione dei treni è poi ripresa molto lentamente nei giorni successivi, dopo gli interventi messi in campo dagli operai delle Ferrovie dello Stato. A distanza di oltre venti giorni dall’accaduto, però, la situazione resta critica sul fronte della viabilità locale. Il tratto di strada che collega il cimitero comunale alla strada statale Aurelia è ancora chiuso al traffico, isolando di fatto il quartiere Quartaccia dal resto della città. Una condizione che sta esasperando i residenti, costretti a lunghi percorsi alternativi per raggiungere il centro urbano. Le proteste si moltiplicano, soprattutto sui social network, dove i cittadini denunciano il rallentamento dei lavori per la realizzazione della nuova struttura. «Non abbiamo mai visto lavorare per l’intera giornata tanti operai – scrivono alcuni residenti – sono passate tre settimane e siamo ancora chiusi in questo rione. Da una settimana non si vede un operaio e sembra che né alle Ferrovie dello Stato né al Comune di Santa Marinella interessi il disagio che stiamo vivendo». Un disagio che colpisce non solo chi abita nel quartiere, ma anche chi deve raggiungere il cimitero comunale o chi, privo di mezzi propri, fatica a spostarsi. Da qui la richiesta, sempre più pressante, rivolta agli enti competenti: l’istituzione di un passaggio pedonale in sicurezza che consenta di superare l’area del ponte. «Non si può restare chiusi come topi per una negligenza altrui», è l’appello che arriva dal quartiere, in attesa di risposte concrete e di un’accelerazione decisiva dei lavori.

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