La Russia ha affermato di non avere “scadenze” per giungere alla pace in Ucraina, alimentando ulteriormente il pessimismo sulla possibilità di una rapida soluzione diplomatica del conflitto. La dichiarazione giunge proprio nel giorno in cui a Ginevra sono iniziati nuovi contatti tra una delegazione ucraina e una statunitense, in vista della ripresa dei negoziati trilaterali con i russi prevista per la prossima settimana nella città svizzera. “Noi non abbiamo scadenze, abbiamo obiettivi che stiamo realizzando”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. Il commento è arrivato poco prima dell’incontro a Ginevra tra gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner e la delegazione ucraina guidata dal Segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Rustem Umerov. Nel pomeriggio di ieri, l’agenzia Tass ha segnalato l’arrivo nell’albergo dei colloqui di Kirill Dmitriev, consigliere presidenziale russo per gli investimenti stranieri. Quest’ultimo ha in programma negoziati separati con gli emissari americani, confermando come il presidente USA Donald Trump continui ad ancorare lo sviluppo delle relazioni economiche a una soluzione del conflitto. “La parte statunitense preferisce ancora unire completamente questi due binari”, ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Secondo fonti europee a Mosca, i negoziati trilaterali avviati a gennaio tra Ucraina, Russia e USA – prima ad Abu Dhabi e poi a Ginevra – hanno registrato solo “qualche progresso sul monitoraggio di un potenziale cessate il fuoco” futuro. Rimane irrisolta la questione territoriale: la Russia insiste per ottenere il controllo dell’intera regione del Donbass, incontrando il fermo rifiuto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le nuove consultazioni in Svizzera sono state precedute, nella notte tra mercoledì e giovedì, da un’ennesima massiccia ondata di attacchi russi. Zelensky ha riferito l’impiego di 420 droni e 39 missili: “La Russia ha nuovamente dichiarato guerra alle infrastrutture critiche e agli edifici residenziali”, ha accusato il leader ucraino, aggiungendo che decine di persone sono rimaste ferite in otto regioni. Intanto, la televisione statale svedese SVT ha lanciato l’allarme per un presunto drone russo che si sarebbe avvicinato alla portaerei francese Charles de Gaulle, attualmente ancorata a Malmö, in Svezia. Il velivolo sarebbe stato respinto dai sistemi di difesa svedesi; lo Stato maggiore francese ha confermato l’intercettazione a 13 chilometri dalla nave, senza però confermare la nazionalità russa del drone. Nel frattempo, Mosca continua a inviare attacchi verbali ai partner europei, accusati di ostacolare le trattative mediate dagli USA. Commentando la presenza di funzionari europei a margine degli scorsi negoziati del 17 e 18 febbraio, Lavrov ha sottolineato che questi erano presenti solo a titolo personale “nell’anticamera” della sede. “Nessuno vi sta aspettando, nessuno vi ha invitati a questo tavolo, perché non sapete come comportarvi”, ha rincarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato nel suo consueto videomessaggio serale importanti novità sul fronte diplomatico, come riportato dall’agenzia Ukrinform. “Oggi ho parlato diverse volte con Rustem Umerov, Davyd Arakhamia e gli inviati presidenziali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, a seguito dei loro incontri odierni”, ha dichiarato il leader ucraino. Secondo Zelensky, il lavoro preparatorio per il prossimo tavolo negoziale sta procedendo spedito: “Ora c’è maggiore preparazione per il prossimo formato trilaterale. Molto probabilmente, l’incontro si terrà negli Emirati Arabi Uniti, nello specifico ad Abu Dhabi, all’inizio di marzo”. L’obiettivo di Kiev resta quello di trasformare i colloqui tecnici in un impegno concreto tra i vertici di Stato. “Dobbiamo finalizzare tutto ciò che è stato realizzato per assicurare reali garanzie di sicurezza e preparare un incontro a livello di leader”, ha concluso Zelensky. ”Siamo grati al presidente americano Donald Trump per i suoi sforzi personali volti a porre fine a questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky spiegando di aver parlato con l’inviato del presidente Trump Steve Witkoff e con Jared Kushner, a seguito dei risultati dei loro incontri odierni con Rustem Umerov e David Arakhamia. ”Dobbiamo finalizzare tutto ciò che è stato realizzato finora per reali garanzie di sicurezza e per preparare un incontro a livello di leader”, ha aggiunto Zelensky affermando che ”questo è il formato che può risolvere molte questioni. In fin dei conti, i leader decidono le questioni chiave e quando si tratta della Russia – un regime così personalista – questo è ancora più rilevante che in altri Paesi. Ringrazio gli Stati Uniti per l’impegno nel trovare una via verso la pace”. Nella notte si è verificata una nuova escalation di attacchi tra Ucraina e Russia, con pesanti ripercussioni sulle infrastrutture civili e militari. Secondo quanto riportato dal quotidiano The Kyiv Independent, forti esplosioni e incendi sono stati segnalati in un deposito di petrolio nella zona occupata di Luhansk, in Ucraina. Parallelamente, funzionari russi hanno denunciato il lancio di missili ucraini sulla città di Belgorod e sul distretto circostante. Il governatore della regione, Vyacheslav Gladkov, ha confermato che l’attacco ha causato gravi danni alla rete energetica locale. A causa dei colpi subiti, si sono verificate estese interruzioni di corrente elettrica, dell’approvvigionamento idrico e guasti ai sistemi di riscaldamento proprio durante le ore notturne.
Zelensky ringrazia Trump per l’impegno. Mosca: “Nessuna scadenza per la pace in Ucraina”






