Diventa operativo l’obbligo di installazione dell’alcolock per i conducenti già condannati per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. A quasi 15 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada del 14 dicembre 2024, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato l’elenco ufficiale degli installatori autorizzati e dei veicoli compatibili. Si completa così uno dei passaggi centrali della riforma sulla sicurezza stradale. L’alcolock è un dispositivo che impedisce l’avvio del motore se il conducente non supera un test dell’alito. Il veicolo può essere acceso solo se il tasso alcolemico è pari a zero. La misura è obbligatoria per i recidivi e ha una durata compresa tra 2 e 3 anni. Durante questo periodo il conducente potrà guidare esclusivamente mezzi dotati del sistema. «Non è solo un dispositivo tecnico, ma uno strumento di prevenzione concreta», afferma la dottoressa Caponigro. «L’alcol altera riflessi, capacità di giudizio e percezione del rischio anche quando si ritiene di aver bevuto poco. L’obiettivo deve essere evitare che chi ha già commesso un errore possa ripeterlo, tutelando sé stesso e gli altri utenti della strada». Il dispositivo può essere montato su mezzi adibiti al trasporto di persone e merci e deve rispettare gli standard previsti dalla normativa europea. I produttori sono tenuti a fornire istruzioni dettagliate per installazione, uso e manutenzione. Gli installatori devono applicare un sigillo anti-manomissione. Secondo Federcarrozzieri, il costo medio è di circa 2.000 euro, a cui si aggiungono le spese di taratura periodica, manutenzione e boccagli monouso. Incide anche l’età media del parco auto italiano, pari a circa 13 anni: su molte vetture datate l’installazione potrebbe risultare impossibile. Inoltre solo le officine indicate dal produttore e inserite nell’elenco ministeriale possono procedere al montaggio.






