Bloccata l’autorizzazione all’attività di recupero rifiuti per un grande impianto situato ad Ardea, lungo via della Congiungente, al confine con il territorio di Pomezia. Il provvedimento è arrivato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, che ha sospeso il titolo autorizzativo a seguito di verifiche amministrative. Alla base dello stop, secondo quanto emerso, ci sarebbe la mancanza – o l’irregolarità – delle garanzie economiche previste dalla normativa di settore. Si tratta delle fideiussioni che devono coprire eventuali danni ambientali, costi di ripristino e interventi di messa in sicurezza che potrebbero rendersi necessari nel corso o al termine delle attività dell’impianto. Garanzie ritenute essenziali per tutelare l’interesse pubblico e il territorio in caso di criticità. L’impianto in questione è un centro di trattamento e stoccaggio di grandi dimensioni, destinato in particolare al recupero di rifiuti ferrosi. Una struttura che, per estensione e tipologia di lavorazioni, ha un impatto significativo sull’area in cui insiste, già al centro in passato di attenzioni e preoccupazioni da parte dei residenti per le ricadute ambientali e viarie. Con il provvedimento adottato, la Città Metropolitana ha concesso alla società che gestisce l’impianto un termine di 180 giorni per regolarizzare la propria posizione e presentare garanzie economiche conformi ai requisiti richiesti. In caso contrario, l’autorizzazione verrà definitivamente negata, con la conseguente impossibilità di proseguire le attività di recupero rifiuti. Un atto che segna uno stop significativo e che riaccende il dibattito sul controllo degli impianti di trattamento rifiuti sul territorio, in particolare nelle zone di confine tra comuni, dove spesso si concentrano strutture ad alto impatto. Nei prossimi mesi si capirà se l’azienda riuscirà a sanare le criticità segnalate o se la procedura si chiuderà con un definitivo diniego, mettendo fine al progetto.






