lunedì, Maggio 18, 2026

L’addio al piccolo Domenico. A Nola Meloni, l’abbraccio con la mamma. La folla canta ‘Guerriero’

Applausi, pianti, tanta commozione all’esterno della Cattedrale di Nola, per il piccolo Domenico Caliendo, morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo il trapianto di cuore fallito il 23 dicembre scorso. Alle esequie anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che una volta giunta in chiesa ha salutato i genitori del piccolo Domenico per poi prendere posto accanto alle autorità presenti. Presenzia al rito funebre il vescovo di Nola, Francesco Marino, e c’è anche anche l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. Accanto al premier, nei primi banchi alla sinistra dell’altare, tra gli altri, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e della Città metropolitana Gaetano Manfredi, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, e don Maurizio Patriciello, il parroco del Parco Verde di Caivano. La mamma di Domenico: “Ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore”
Alla fine della funzione religiosa ha preso la parola Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico. Il suo intervento viene interrotto due volte da applausi: “Voglio ringraziare il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il prefetto di Napoli, il presidente della Regione, il sindaco di Nola, il sindaco di Napoli, e tutti i sindaci, tutte le autorità, il vescovo Monsignor Marino, Sua Eminenza il Cardinale Don Mimmo Battaglia, i sacerdoti e tutti voi. Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico. Al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. In questo momento ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore. Ti amo amore di mamma”. È uscita dalla Cattedrale di Nola stringendo la foto del piccolo Domenico e circondata dall’abbraccio della folla radunata per i funerali del bimbo, la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, che si è fermata per pochi minuti di fronte alla Cattedrale sulle note di “Guerriero”, la canzone di Marco Mengoni. “Il nostro guerriero” è la frase che si legge sulle magliette di tanti cittadini e cittadine venuti per dare l’ultimo addio al bimbo di 2 anni e mezzo. Subito dopo di lei, il piccolo feretro bianco è stato trasportato fuori dalla chiesa accolto da palloncini bianchi. All’uscita della bara, tra la folla, c’è anche chi grida “Giustizia” e “Chi ha sbagliato pagherà”. “Carissimi Antonio e Patrizia, ci avete ricordato che il dolore ha bisogno di essere condiviso, perché da soli non si può portare un peso così grande. Domenico, poi, ci ha ricordato la fragilità del cuore umano. Bisogna aver cura di ogni cuore, accostare la vita degli altri con delicatezza e sensibilità. Si rivolge così il vescovo di Nola, Francesco Marino, ai genitori di Domenico. “Dobbiamo riscoprire la responsabilità di farci carico del cuore degli altri – prosegue – e dobbiamo sapere che quando si mette mano ai sentimenti altrui, si sta toccando un ‘organo’ delicatissimo, per il quale ci vuole competenza, prudenza e amore”. “In questa chiesa cattedrale, casa comune della diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico, in queste lunghe e atroci settimane, è diventato un figlio di tutti noi. E se è vero che i figli so ‘piezz ‘e core’, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia”. Così il vescovo di Nola, nella sua omelia.

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