giovedì, Marzo 5, 2026

Medio Oriente, Giorgia Meloni: “Non siamo in guerra, preoccupata per le possibili ripercussioni sull’Italia. Riferirò in Parlamento l’11 marzo”

La premier Giorgia Meloni è tornata a parlare della crisi internazionale in Iran e delle possibili ripercussioni sui costi dell’energia, evidenziando l’urgenza di proteggere famiglie e imprese dalla speculazione. Intervenuta in radio, la presidente del Consiglio ha dichiarato: «Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere, anche ingiustamente, i prezzi dell’energia e i prezzi dei generi alimentari». Meloni ha sottolineato la disponibilità del governo a intervenire in maniera decisa: «Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione. Io sono pronta anche, se necessario, ad aumentare le tasse alle aziende che eventualmente dovessero speculare, per rimettere i proventi sul taglio delle bollette». Le dichiarazioni della premier, tuttavia, hanno scatenato una serie di critiche da parte delle opposizioni. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha definito la gestione della crisi «insufficiente e poco trasparente», sottolineando i rischi di un allargamento del conflitto a livello globale. «Oggi non basta riferire, serve una linea politica chiara – ha dichiarato alla Camera – e doveva essere qui Giorgia Meloni a parlare al Paese che è preoccupato». Anche il Movimento 5 Stelle ha attaccato la premier per la sua assenza in Parlamento. Giuseppe Conte ha denunciato che «Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio, mentre su una crisi internazionale di tale portata manda i due ministri, della Difesa e degli Esteri, in Parlamento tra varie approssimazioni e ferie a Dubai». Conte ha inoltre lamentato la mancanza di una condanna esplicita degli attacchi armati compiuti da Stati Uniti e Israele, definendoli «in violazione del diritto internazionale». La tensione politica si inserisce in un contesto internazionale già critico, con i prezzi dell’energia e dei beni alimentari sotto pressione, e con la necessità per il governo di delineare misure concrete per proteggere i cittadini dalla speculazione. Da Palazzo Chigi, invece, è stata diffusa una nota in cui si dice che la presidente del Consiglio “ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron”. Il comunicato prosegue: “I due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Il Presidente Meloni e il Presidente Macron hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi” A proposito dei costi e dei rischi sul piano energetico, Meloni spiega: “Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera, che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task-force soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta”. La premier però tiene a sottolineare di essere “pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”. Per l’energia dall’Unione Europea, Meloni “riprende un ragionamento che abbiamo già fatto con il Decreto bollette che abbiamo varato qualche settimana fa. L’Italia vuole proporre in particolare di sospendere il sistema degli Ets in questo momento di rischio di impennata dei prezzi dell’energia, almeno per quella da generazione elettrica. Gli Ets sono praticamente quella tassa, semplificando, voluta dall’Europa che grava sulle forme più inquinanti di produzione di energia. E questo chiaramente ha una sua logica. Il problema che noi continuiamo a porre è che oggi si tiene conto anche degli Ets per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche di quelle che inquinanti non sono, anche di quelle rinnovabili, che quindi non pagano questa tassa. E questa cosa secondo noi non ha senso”. La richiesta dell’Italia, spiega la premier è quella di “scorporare il costo degli Ets dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come idroelettrico e solare, per abbassare i costi. A maggior ragione penso che dobbiamo tornare a chiederlo con forza in questa fase di emergenza di sospendere questo meccanismo. Ci sarà un Consiglio europeo tra meno di due settimane ed è una delle proposte che intendiamo portare”.

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