A Cerveteri torna al centro del dibattito politico la questione del decoro urbano e della cura del patrimonio cittadino. A sollevare il caso è il consigliere comunale Gianluca Paolacci, che punta il dito contro lo stato di abbandono in cui verserebbero alcuni luoghi simbolo della città etrusca. «A Cerveteri l’incuria regna sovrana. In una città che è sito UNESCO e che si candida insieme a Tarquinia a Capitale della Cultura, il territorio appare sempre più ostaggio della noncuranza, dell’abbandono e del pressappochismo», dichiara Paolacci in una nota. Nel mirino del consigliere finisce in particolare il Granarone, uno degli edifici più rappresentativi del centro storico, noto anche per la sua illuminazione notturna che lo rende visibile da chilometri di distanza. «Il Granarone, simbolo della nostra città e normalmente visibile di notte a chilometri di distanza, è spento da settimane», afferma il consigliere, sottolineando come l’assenza di illuminazione abbia colpito uno dei luoghi più riconoscibili del panorama urbano. Paolacci non nasconde la preoccupazione per l’immagine della città, soprattutto in un momento in cui Cerveteri punta a valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale anche attraverso progetti di rilievo nazionale. «Ci auguriamo che si tratti di una scelta legata al risparmio energetico e non dell’ennesimo segnale di trascuratezza», conclude. La vicenda riaccende così l’attenzione sulla gestione del patrimonio pubblico e sul decoro urbano, temi che negli ultimi mesi sono entrati con forza nel confronto politico locale. Per molti cittadini, il Granarone non è soltanto un edificio storico ma un vero e proprio punto di riferimento visivo e identitario per Cerveteri: vederlo al buio, sostengono in molti, significa perdere temporaneamente uno dei simboli più riconoscibili della città.






