“Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane” ha detto il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi, aggiungendo “che l’Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha chiesto scusa ai Paesi vicini, annunciando lo stop agli attacchi “a meno che un raid contro l’Iran non provenga da loro”. Poi la replica alle condizioni dettate ieri da Trump: “Resa incondizionata? Mai”. Il presidente americano ha escluso ieri lo stop alle operazioni, a meno che l’Iran non alzi bandiera bianca e non riconosca a Washington l’autorità di incidere in maniera determinante sulla scelta della nuova leadership. L’Iran non si arrenderà mai a Israele e agli Stati Uniti. Lo ha affermando il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, sottolineando che i nemici dell’Iran “devono portarsi il loro desiderio di resa incondizionata al popolo iraniano nelle loro tombe”. Nel discorso trasmesso alla televisione di Stato, il presidente iraniano ha replicato così a Donald Trump che ha chiesto “la resa incondizionata” di Teheran. Nuove esplosioni sono state udite a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e a Manama, capitale del Bahrein, nell’ottavo giorno di guerra in Medio Oriente. Le vittime iraniane sarebbero oltre 1.300. Lo riferiscono corrispondenti dell’AFP sul posto. A Dubai sono stati avvertiti due forti boati, mentre a Manama ne è stato udito uno, accompagnato dal suono delle sirene d’allarme. “I cittadini e i residenti sono invitati a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino”, ha scritto su X il ministero dell’Interno del Bahrein. Trump chiude a qualsiasi negoziato con l’Iran e annuncia di volere “la resa incondizionata”. Pioggia di raid su Teheran. In Libano mezzo milione in fuga dagli attacchi. Droni iraniani contro Bahrein, Kuwait e Iraq. Paesi europei “obiettivi legittimi se si uniscono all’aggressione”, avverte l’Iran, Secondo il Washington Post, la Russia sta fornendo informazioni d’intelligence a Teheran per aiutarla a colpire le forze Usa. La Reuters rivela che il Pentagono ritiene Washington responsabile dell’attacco alla scuola iraniana in cui sono morte 150 bambine. Gli Stati Uniti si apprestano a inviare nel Mediterraneo una terza portaerei dopo la Abraham Lincoln e la Gerald Ford. Lo ha riferito Fox New. “La George H.W. Bush dvrebbe partire presto per il Mediterraneo orientale dopo che la Gerald Ford ha attraversato giovedì il Canale di Suez ed è ora nel Mar Rosso”, ha annunciato la tv. Il presidente statunitense è atteso oggi alla base aerea di Dover “per rendere il massimo omaggio ai nostri grandi guerrieri che tornano a casa per l’ultima volta”. Ad annunciarlo è stato lo stesso Trump in un post su Truth, specificando che alla visita parteciperanno anche la moglie Melania e alcuni membri del governo. L’Aeronautica Militare israeliana ha completato un’altra ondata di attacchi in Iran, durante i quali oltre 80 caccia hanno lanciato nella notte circa 230 munizioni contro diversi siti militari. Lo rende noto l’Idf, precisando che tra gli obiettivi figuravano la principale università militare delle Guardie Rivoluzionarie, un sito di stoccaggio di un’unità missilistica contenente bunker e infrastrutture di lancio, e un sito sotterraneo per lo stoccaggio e la produzione di missili balistici gestito da centinaia di soldati e contenente bunker e quartier generali militari del regime. Inoltre, sono stati colpiti siti di lancio di missili nell’Iran occidentale e centrale, al fine di continuare a ridurre la portata del fuoco verso il territorio israeliano. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Ali Mohammad Naeini, ha dichiarato che l’Iran attende la scorta delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz da parte delle forze statunitensi. “Prima di qualsiasi decisione, si raccomanda agli Stati Uniti di ricordare l’incendio alla superpetroliera americana Bridgeton nel 1987, così come le petroliere, recentemente prese di mira”, ha aggiunto, citato da Fars. Le dichiarazioni di Naeini sono arrivate dopo che il Segretario all’Energia degli Stati Uniti ha dichiarato che “la Marina americana si sta preparando a scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, non appena riterrà ragionevole farlo”. Le forze israeliane hanno annunciato di avere completato la nuova ondata di attacchi su Teheran. I caccia dell’aeronautica militare, si legge in un post, “hanno sganciato circa 230 munizioni su diversi siti militari del regime, tra cui: l’università Militare Centrale delle Guardie Rivoluzionarie (‘Imam Hussein’), utilizzata come risorsa di emergenza e luogo di ritrovo per le forze dell’Ircg nell’ambito dell’Operazione ‘Rising Lions’, soprattutto di recente”. Secondo le forze israeliane, in “questa università sono state create numerose infrastrutture al servizio delle forze militari del regime terroristico iraniano in situazioni normali e di emergenza”. Obiettivo dei raid, poi, un “sito di stoccaggio dell’unità missilistica, che comprende rifugi e infrastrutture di lancio verso il territorio israeliano” e un “sito sotterraneo per lo stoccaggio e la produzione di missili balistici, dove operavano centinaia di soldati delle forze armate del regime terroristico iraniano. Il sito comprendeva rifugi e quartieri generali militari affiliati alle istituzioni del regime”.
Articolo aggiornato alle ore 14.15







