Uno sciopero generale nazionale di 24 ore che coinvolge quasi tutti i settori del lavoro pubblico e privato. E’ iniziato in molti casi alla mezzanotte, proclamato da diversi sindacati: Usi Surf, Cub Sur, Adl Cobas, Slai Cobas, Usb e Clap. Lo sciopero coinvolge il personale di ogni comparto, dalle amministrazioni pubbliche al settore privato e cooperativo. Un altro sciopero nazionale, proclamato dall’Usi, riguarda il personale con contratti precari o atipici. Infine, la Flc Cgil ha indetto uno sciopero specifico per i settori di scuola, università, ricerca, AFAM, formazione professionale e istruzione non statale. Sono garantiti i servizi pubblici essenziali per esempio nella sanità (ospedali, Asl, strutture riabilitative ecc) e nella scuola mentre è escluso dallo sciopero il settore dei trasporti. Si tratta della seconda seconda giornata di quello che Non una di meno, che lo promuove, chiama “weekend lungo” di lotta e di sciopero. La sigla transfemminista ha chiesto ai sindacati di convocare lo sciopero, come avvenuto anche negli anni scorsi, attorno ad alcune rivendicazioni legate all’8 marzo. Dopo le manifestazioni, che oltre a Roma hanno coinvolto circa 60 città italiane, lo sciopero mette al centro le stesse parole d’ordine: opposizione alle politiche del governo Meloni in tema di contrasto alla violenza sessuale ed economica rivolte alle donne e alle categorie più colpite dall’inflazione dovuta alla guerra. In particolare il disegno di legge Bongiorno, che modifica l’attuale legge sulla violenza sessuale, con lo slogan “senza consenso è stupro!”, la bocciatura del cosiddetto congedo retribuito per i padri, i dati sulle differenze di salari tra uomini e donne, la guerra e il riarmo. Alle 9,30 da piazzale Ostiense a Roma è convocata anche una manifestazione.






