lunedì, Marzo 9, 2026

L’arcivescovo di Chicago contro la Casa Bianca: “Nauseante gamificare la guerra”

In un momento in cui il Medio Oriente è sconvolto dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, iniziato con attacchi congiunti il 28 febbraio che hanno causato la morte del leader supremo Ali Khamenei, il cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, ha lanciato un duro monito morale. In una dichiarazione intitolata “Un richiamo alla coscienza”, pubblicata sul sito dell’arcidiocesi, Cupich definisce “nauseante” e “disgustoso” il video postato dall’account ufficiale della Casa Bianca su X giovedì sera. Il clip, intitolato “Giustizia alla maniera americana”, combina scene di film d’azione hollywoodiani – da Iron Man a Top Gun – con footage reali dei bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran. Secondo il porporato, questo approccio trasforma una guerra con morti reali in un videogioco o uno spettacolo da spettatori. Il cardinale arcivescovo giudica “disgustoso” il video postato dalla Casa Bianca sugli attacchi all’Iran. Si tratta di una “rappresentazione terrificante”, si legge in una dichiarazione pubblicata sul sito dell’arcidiocesi. “Il nostro governo sta usando la sofferenza del popolo iraniano come sfondo per il nostro intrattenimento, come se fosse solo un altro contenuto da sfogliare mentre siamo in coda al supermercato”. È invece “una vera guerra, con vera morte e vera sofferenza, trattata come se fosse un videogioco”. Cupich sottolinea il bilancio umano: oltre 1.000 iraniani – tra cui madri, padri, figli e decine di bambini uccisi mentre andavano a scuola – giacciono morti dopo giorni di missili. Sei soldati statunitensi sono caduti, e il loro sacrificio viene “disonorato” da tale post. Centinaia di migliaia di sfollati e milioni terrorizzati in tutto il Medio Oriente rappresentano il vero costo della violenza, non un contenuto da consumare come intrattenimento. L’arcivescovo denuncia la “gamificazione” della guerra, un termine sempre più usato dai giornalisti per descrivere questa dinamica. Ricorda il caso Kalshi, una piattaforma su cui si “possono comprare contratti legati alle previsioni di alcuni eventi”, che ha dovuto pagare un risarcimento di 2,2 milioni di dollari dopo controversie su scommesse da 55 milioni legate alla destituzione (e uccisione) di Khamenei: un esempio di come profitto e intrattenimento prevalgano sull’empatia. “Non dimentichiamo che uno ‘shot’ non significa mettere punti sul tabellone”, scrive Cupich. “È una famiglia in lutto la cui sofferenza ignoriamo quando diamo priorità all’intrattenimento e al profitto rispetto all’empatia”. Il governo tratta la sofferenza iraniana come sfondo per video virali, mentre la società rischia di diventare dipendente dallo “spettacolo” delle esplosioni, perdendo sensibilità verso i veri costi umani e, alla fine, la propria umanità. Cupich conclude con un appello fiducioso: “So che il popolo americano è migliore di così. Abbiamo il buon senso di sapere che ciò che accade non è intrattenimento ma guerra, e che l’Iran è una nazione di persone, non un videogioco che gli altri giocano per intrattenerci”.

 

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