La Prima Corte d’Assise ha disposto una perizia psichiatrica per accertare la capacità di Francis Kaufmann di partecipare in maniera consapevole al processo che lo vede imputato per il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di appena undici mesi. I giudici hanno così sciolto la riserva accogliendo la richiesta avanzata dalla difesa. Kaufmann, cittadino statunitense originario della California, non era presente in aula durante l’udienza, una circostanza che ha colto di sorpresa anche il suo legale, l’avvocato Paolo Foti. L’uomo, che in più occasioni si è fatto chiamare con lo pseudonimo di Rexal Ford, si trova attualmente detenuto nel carcere romano di Regina Coeli, dove è stato trasferito e dove resta sottoposto a regime di isolamento. Il perito incaricato dal tribunale inizierà gli accertamenti già nei prossimi giorni. Il primo incontro con l’imputato è fissato per martedì nel penitenziario romano. La consulenza psichiatrica servirà a stabilire se Kaufmann sia effettivamente in grado di comprendere il procedimento giudiziario e di parteciparvi in modo cosciente e responsabile. I risultati della perizia sono attesi entro trenta giorni. Nel corso dell’udienza è stata ascoltata anche Pamela Franconieri, funzionaria del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, tra gli investigatori che hanno partecipato ai rilievi effettuati a Villa Pamphili, il parco romano dove il 7 giugno scorso furono trovati i corpi senza vita della giovane donna russa Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. Secondo la ricostruzione della Procura di Roma, entrambe sarebbero state strangolate da Kaufmann. La testimone ha riferito in aula alcuni particolari emersi durante le indagini: madre e figlia, ha spiegato, erano state trovate senza vestiti, una circostanza che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto avere lo scopo di rendere più difficile il riconoscimento delle vittime. Nel corso della testimonianza è stato ricordato anche uno degli ultimi elementi temporali della vicenda: una telefonata arrivata al numero unico di emergenza 112 intorno all’1:30 della notte del 7 giugno. A contattare i soccorsi era stato un ragazzo minorenne, visibilmente scosso da quanto aveva appena visto. Il giovane aveva segnalato la presenza di «una persona molto sospetta con in braccio una bambina vestita di rosa». Quell’uomo, secondo gli investigatori, era proprio Kaufmann. Tra le braccia teneva la piccola Andromeda, ancora viva in quel momento. Per gli inquirenti si tratterebbe degli ultimi istanti di vita della bambina, prima che il padre, che avrebbe già ucciso Anastasia, soffocasse anche la figlia. Il processo prosegue ora con l’attesa dell’esito della perizia psichiatrica, che potrebbe avere un peso determinante nel prosieguo del dibattimento e nella valutazione della responsabilità dell’imputato.






