Nuovi sviluppi, o quantomeno nuovi elementi di attenzione istituzionale, sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, il senatore Andrea De Priamo, ha infatti inviato una lettera al prefetto di Roma, Lamberto Giannini, in merito ai lavori di scavo in corso presso la Casa del Jazz. L’iniziativa, condivisa con l’Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare, nasce dopo le notizie di stampa che nelle ultime settimane hanno riportato l’avvio di attività di scavo nell’area del centro culturale romano. Al momento, secondo quanto trapela, non sarebbero emersi elementi che colleghino direttamente i lavori alla vicenda della giovane cittadina vaticana scomparsa nel 1983. Tuttavia il presidente De Priamo ha ritenuto opportuno chiedere formalmente al prefetto di essere informato qualora, nel corso delle operazioni, dovessero emergere a qualsiasi livello profili di possibile interesse per l’organismo parlamentare.Nella lettera, il presidente della Commissione ha sottolineato la piena disponibilità a collaborare con le autorità competenti in un’ottica di cooperazione istituzionale, ribadendo l’attenzione con cui l’organismo segue ogni possibile sviluppo legato ai casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, entrambe scomparse a Roma nel 1983 e al centro di indagini e ipotesi investigative che da decenni continuano a suscitare interrogativi. La Casa del Jazz, oggi importante polo culturale della capitale dedicato alla musica e agli eventi artistici, sorge su un terreno che in passato ospitava la villa appartenuta a Enrico Nicoletti, noto come il “cassiere” della Banda della Magliana, organizzazione criminale attiva a Roma tra gli anni Settanta e Ottanta. L’immobile, dopo essere stato confiscato alla criminalità organizzata, è stato trasformato negli anni Duemila in un centro culturale pubblico. Gli scavi nell’area sono stati avviati nei mesi scorsi su impulso dell’ex magistrato Guglielmo Muntoni, con l’ipotesi investigativa che nel terreno potesse essere sepolto il corpo del giudice Paolo Adinolfi, scomparso in circostanze mai chiarite. Le attività di verifica hanno quindi un’origine legata a questa pista specifica, ma la particolare storia del luogo e i suoi possibili collegamenti con ambienti criminali del passato hanno inevitabilmente riacceso l’interesse anche su altri misteri irrisolti della capitale. Proprio per questo motivo le operazioni di scavo hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei familiari di Emanuela Orlandi, che da anni chiedono verità sulla sorte della giovane. La famiglia Orlandi, infatti, si è informata sull’andamento delle attività nella zona della Casa del Jazz, nel timore che possano emergere elementi utili a chiarire uno dei casi più complessi e discussi della cronaca italiana. Per il momento, tuttavia, non risultano riscontri che colleghino direttamente gli scavi alla scomparsa di Emanuela. Resta comunque alta l’attenzione delle istituzioni e della Commissione parlamentare, che continua a monitorare ogni possibile pista nella speranza di far luce su vicende che, a oltre quarant’anni di distanza, restano ancora avvolte dal mistero.






