Il dibattito politico cittadino si accende dopo le dichiarazioni del segretario del Partito Democratico di Cerveteri, Fabio D’Annunzio. A intervenire pubblicamente è il consigliere comunale Salvatore Orsomando, che attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social ha replicato alle parole del dirigente dem, chiedendo maggiore chiarezza sulla situazione della maggioranza. «Il segretario del Pd scuote la maggioranza, ma la città non può restare a guardare – scrive Orsomando –. Le sue recenti ammissioni pesano come macigni su 40mila cittadini e certificano una crisi che va ben oltre il dato tecnico del bilancio». Il consigliere fa riferimento alle dichiarazioni rilasciate da D’Annunzio in un’intervista a Baraondanews, nelle quali il segretario del Pd ha parlato di tensioni interne alla maggioranza e di una situazione politica delicata, legata anche alla prossima seduta consiliare dedicata al bilancio. Nel suo intervento Orsomando punta il dito contro quello che definisce un clima di scontro interno che, a suo giudizio, avrebbe caratterizzato l’attività amministrativa degli ultimi anni. «Lei parla di un’amministrazione che da tre anni vive chiusa nelle “segrete stanze” a litigare – afferma – dove il potere contrattuale del singolo sembra prevalere sul bene comune». Il consigliere cita inoltre alcune ricostruzioni giornalistiche che avrebbero evocato la presenza di pressioni politiche interne al Consiglio comunale. «Addirittura – prosegue – la stampa evoca l’ombra di “ricatti politici” e interessi personali che terrebbero in scacco il Consiglio». Da qui la richiesta esplicita rivolta al segretario del Partito Democratico. «Se è vero che c’è chi antepone l’interesse del singolo a quello della collettività, la trasparenza non può essere rimandata a dopo la caduta della Giunta. I cittadini hanno il diritto di sapere ora chi sta bloccando Cerveteri». Il messaggio si conclude con un appello alla chiarezza. «Confidando nella sua onestà intellettuale – conclude Orsomando – le chiediamo di portare la verità fuori dalle stanze chiuse. La legalità e la trasparenza non sono merce di scambio politico, ma il presupposto minimo per governare».Un intervento che contribuisce ad alimentare il confronto politico in città, in un momento in cui il clima all’interno della maggioranza appare sempre più teso e con il Consiglio comunale chiamato nelle prossime settimane ad affrontare passaggi amministrativi decisivi.






