venerdì, Marzo 13, 2026

Referendum, la premier Meloni rassicura: “Nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura, riforma traguardo epocale”

“Non ci interessa il destino personale di qualcuno, ma quello della Nazione”. E’ quanto ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal palco del Teatro Parenti, a Milano oggi, giovedì 12 marzo, dal palco di un evento sul Referendum della giustizia, organizzato da Fratelli d’Italia. Tra la folla esposti cartelli a favore del ‘Sì’. “Nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura”, ha detto Meloni, accolta da un coro di “sei stupenda”. “Qui è tutta una questione di coraggio: il coraggio di riformare quello che sembrava irriformabile, intoccabile, indiscutibile; il coraggio di maturare le proprie convinzioni andando nel merito delle cose, interrogandosi con la propria testa oltre la coltre fumogena degli allarmismi, delle mistificazioni e perfino delle menzogne che abbiamo ascoltato in questi mesi. E soprattutto il coraggio di voler cambiare per migliorare le cose”. In passato, “io non devo ricordare quante volte gli sforzi concreti per riformare la giustizia sono naufragati a causa dell’interdizione esercitata dai vertici dell’Associazione Nazionale Magistrati o dai gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica…”. Per la premier “in questo catastrofismo si nasconde solo una spasmodica volontà di mantenere lo status quo, per difendere le incrostazioni, per difendere i privilegi che in quello status quo si annidano e proliferano a vantaggio di alcuni sulla pelle di tutti gli altri”. “Nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura” ha sottolineato la presidente del Consiglio. I contenuti della riforma sulla giustizia sono “talmente di buonsenso che le stesse soluzioni sono state ampiamente proposte e sostenute in passato anche da molti di coloro che oggi dicono di essere per il no. Gente che ha cambiato idea non perché sia convinta, come noi, delle proprie tesi e si batta per affermarle, ma perché ha un altro obiettivo che, però, non c’entra niente con la Costituzione, non c’entra niente con la giustizia, non c’entra niente con gli interessi dei cittadini. C’entra con l’interesse delle correnti e dei partiti che sperano di poter continuare a piegare lo stato della giustizia ai loro interessi di parte”. “Ma che non sia una riforma di parte è confermato dai molti esponenti – che voglio ringraziare – della sinistra che hanno affiancato in questa campagna la loro voce alla nostra a sostegno del sì”, ha proseguito la presidente del Consiglio. “Perché non si dice la verità? Perché sarebbe un po’ difficile – io lo capisco – da parte di molti sostenitori del no sostenere la verità, e cioè che loro vogliono controllare la magistratura. Per questo difendono lo status quo con le unghie e con i denti. Perché sanno che noi stiamo facendo una riforma che impedisce alla politica, di qualsiasi estrazione, di controllare la magistratura”. “Noi siamo esseri umani e i rapporti umani nella vita contano e ti condizionano. Separando le carriere noi superiamo il problema di quel condizionamento e creiamo un processo più giusto, con un giudice più imparziale”. “Non restate a guardare, non giratevi dall’altra parte. Cinque minuti. Una croce sul sì. E insieme possiamo aprire una pagina nuova per la giustizia italiana e per la nostra nazione. Dimostrare ancora una volta che quando gli italiani decidono di scrivere il proprio futuro non c’è niente che li possa fermare”.

Articoli correlati

Ultimi articoli