Hamas ha esortato il suo alleato Iran a cessare gli attacchi contro i Paesi vicini del Golfo come risposta agli attacchi israelo-statunitensi. “Pur affermando il diritto della Repubblica islamica d’Iran a rispondere a tale aggressione con tutti i mezzi possibili – afferma il movimento islamico su Telegram -, in conformità alle norme e al diritto internazionale, il movimento invita i suoi fratelli in Iran a non prendere di mira i vicini”. “Pochi istanti fa, su mio ordine, il comando centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni obiettivo militare nel fiore all’occhiello dell’Iran: l’isola di Kharg”. Lo riferisce Donald Trump con un post su Truth, in merito all’isola da cui transita circa l’80% dell’export petrolifero di Teheran, finora risparmiata dagli attacchi. “L’Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo – ma non un accordo che io accetterò”. Lo annuncia il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth aggiungendo che “i media delle fake news odiano riportare i successi che l’esercito statunitense ha ottenuto contro l’Iran”. “I media delle fake news odiano riportare quanto bene l’esercito degli Stati Uniti si sia comportato contro l’Iran, totalmente sconfitto e vuole un accordo, ma non un accordo che io accetterei!”: è quanto scrive il presidente americano, Donald Trump, sul social Truth. Le dichiarazioni arrivano dopo gli attacchi all’isola di Kharg, che, secondo Washington, avrebbe distrutto tutti gli obiettivi militari presenti ma non le infrastrutture petrolifere. Gli Stati Uniti hanno ordinato allo staff non impegnato in situazioni di emergenza in Oman e ai loro familiari di lasciare il paese. Il Dipartimento di Stato ha aggiornato il suo avviso per mettere in guardia gli americani dai “rischi per la sicurezza” sottolineando “la continua minaccia di attacchi con droni e missili da parte dell’Iran e le significative interruzioni dei voli commerciali”. “Ho scelto di non spazzare via le infrastrutture petrolifere sull’isola di Kharg. Se l’Iran o altri dovessero interferire nel passaggio libero e sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò subito quanto deciso”. Lo afferma il presidente americano, Donald Trump. Diverse esplosioni sono state sentite a Doha, in Qatar. Lo riferiscono giornalisti dell’agenzia di stampa francese ‘Afp’ mentre l’Iran dopo l’attacco di Israele e Usa su Teheran sta amplificando la sua rapresaglia anche sui paesi del Golfo. Queste esplosioni sono arrivate poco dopo che il ministero dell’Interno del Qatar aveva annunciato l’evacuazione di alcune zone strategiche. Un giornalista dell’Afp ha riferito di aver visto dei caccia intercettori sorvolare il centro della capitale qatariota mentre intercettava due proiettili. Un attacco ha colpito la base Unifil che si trova nel sud del Libano nel villaggio di confine di Mais al-Jabal, nel distretto di Marjeyoun, quartier generale di un battaglione del Nepal, ma nessun soldato nepalese è rimasto ferito. Lo riferisce il consolato del Nepal a Beirut, che ha condannato ‘attacco. Al momento non è chiaro chi sia responsabile dell’attacco. Dal 2 marzo sono in corso scontri fra Hezbollah e Israele nel sud del Libano, dopo che Hezbollah ha lanciato razzi verso il nord di Israele in risposta al lancio degli attacchi di Israele e Usa contro l’Iran che hanno scatenato la guerra in Medioriente. Le postazioni delle forze di pace nel sud del Libano sono state prese di mira più volte durante gli scontri, l’ultima delle quali il 6 marzo, quando tre persone sono rimaste ferite in una base dell’Unifil. L’ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita da un drone. L’attacco è avvenuto poco dopo che due miliziani sostenuti dall’Iran erano stati uccisi in raid sulla capitale irachena. “Un drone ha colpito l’ambasciata”, ha affermato un funzionario della sicurezza irachena. E’ la seconda volta che l’ambasciata statunitense a Baghdad subisce un attacco dall’inizio della guerra israeloamericana contro l’Iran. Diversi gruppi armati sostenuti da Teheran, riuniti sotto l’ombrello del movimento Resistenza Islamica in Iraq, hanno rivendicato attacchi quotidiani con droni e razzi contro le basi statunitensi nella regione. Prima dell’attacco, due miliziani del gruppo Kataeb Hezbollah erano stati uccisi: uno di loro sarebbe una “figura chiave” della rete legata a Teheran.
Hamas a Iran: “Basta attacchi ai Paesi vicini”. Trump: “Raid sull’isola di Kharg. Hormuz libero o attacco basi petrolifere”






