“La Russia sta ricevendo risorse aggiuntive grazie alla destabilizzazione del mondo” e questo “non favorisce la pace”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa all’Eliseo con il presidente francese Emmanuel Macron, in merito all’allentamento delle sanzioni statunitensi sulle vendite di petrolio russo. E’ “importante mantenere la pressione” su Mosca, ha aggiunto. Con un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto “grato per tutto il sostegno che la Francia ha fornito all’Ucraina”, poco dopo aver parlato con il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron all’Eliseo: “Manteniamo un coordinamento sostanziale sulle questioni relative alla nostra protezione in Ucraina e alla nostra difesa. Dedichiamo grande attenzione alla produzione congiunta nel settore della difesa”, ha continuato Zelensky, affermando in seguito che è necessario “agire in modo tale da non lasciare alla Russia alcuna illusione. La Russia deve porre fine a questa guerra”. Parole condivise anche dal Capo dello Stato francese, che nella conferenza stampa congiunta con Zelensky ha confermato che il prestito europeo all’Ucraina di 90 miliardi di euro “sarà mantenuto” e sottolineato che la Russia “si sbaglia” se crede che la guerra in Iran “offrirà una tregua” a Mosca, nell’ambito del conflitto con Kiev. Almeno quattro persone sono morte e altre dieci sono rimaste ferite nell’ambito di attacchi russi con droni e missili sulla regione di Kiev nella notte. Lo riporta Ukrinform, sottolineando che nell’attacco sono stati danneggiati edifici residenziali, magazzini e automobili. Tre vittime si sono registrate nel distretto di Brovary, dove gli attacchi russi hanno colpito magazzini, un dormitorio, una serra, due case private e un ufficio postale. La Russia “si sbaglia” se spera che “la guerra in Iran le offra una tregua”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando all’Eliseo, dove ha ricevuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Standing ovation per Volodymyr Zelensky a Sciences Po-Paris, l’ateneo parigino tra i più prestigiosi di Francia e d’Europa. Al suo arrivo nell’amphithéâtre Émile Boutmy, nella storica sede di Sciences Po in rue Saint-Guillaume, il presidente ucraino è stato accolto dalla standing ovation degli studenti. Il direttore di Sciences Po, Luis Vassy, ha poi invitato la platea a prendere posto. Sono quindi cominciati gli interventi introduttivi e poi lo scambio tra Zelensky e gli studenti. All’incontro, oltre a quelli iscritti a Sciences Po, erano invitati anche ragazzi delle università aderenti alla ‘Global Coalition of Ukrainian studies’. L’appuntamento rientra nel quadro della cosiddette ‘Grandes Conférences de Sciences Po’, che nelle scorse settimane, ha visto intervenire sul posto anche la premier danese, Mette Frederiksen e l’omologo della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen (Presidente del Naalakkersuisut). Uno scambio moderato dall’autore best-seller del ‘Mago del Cremlino’ e de ‘L’ora dei predatori’ Giuliano da Empoli. Prima dell’arrrivo a Sciences Po, Zelensky è stato ricevuto all’Eliseo da Emmanuel Macron. Al colloquio è seguita una conferenza stampa congiunta in cui Macron ha garantito che la guerra in Medio Oriente non distoglierà l’attenzione e il sostegno della Francia a Kiev. ”La Russia crede che la guerra in Iran gli offrirà una tregua. Si sbaglia. Nulla ci distoglierà dall’Ucraina. Il nostro sostegno non vacillerà”, ha garantito il presidente, in un messaggio poi ribadito in forma scritta su X. “Il contesto dell’aumento dei prezzi del petrolio non deve in alcun caso portarci a rivedere la nostra politica di sanzioni nei confronti della Russia”, ha spiegato. “È la posizione che il G7 ha mantenuto, ed è ovviamente anche la posizione della Francia e dell’Europa”, ha aggiunto. Gli ambasciatori dei Paesi membri dell’Ue, riuniti nel Coreper a Bruxelles, hanno deciso di prendere tempo fino a oggi, per il rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia per la guerra in Ucraina. La prospettiva è lanciare una procedura scritta in giornata, per approvare il rollover in tempo per domenica 15 marzo, data ultima per il rinnovo delle misure restrittive nei confronti di circa 2.700 persone e società considerate, a vario titolo, complici dell’aggressione. È quanto si apprende a Bruxelles. Il rinnovo delle sanzioni è bloccato da Ungheria e Slovacchia. In una telefonata con il Presidente Vladimir Putin avvenuta questa settimana, Donald Trump ha respinto l’offerta russa di trasferire in Russia l’uranio arricchito dell’Iran, come accordo per mettere fine alla guerra. Lo scrive Axios. L’offerta avanzata dal leader russo potrebbe aiutare la rimozione dei 450 chili di uranio arricchito dal sito iraniano di stoccaggio, senza dover inviare sul campo soldati americani e israeliani, con il rischio di provocare numerose vittime. Gia’ in passato la Russia ha immagazzinato uranio iraniano arricchito in basse percentuali, in base agli accordi sul nucleare del 2015, facendo della Russia uno dei pochi Paesi in grado di gestire tecnicamente questo tipo di materiale. Gli Stati Uniti e Israele puntano a entrare in possesso dei 450 chili, convertibili in armi nucleari, entro le prossime settimane.
Zelensky, revoca sanzioni a Mosca non favorisce la pace. 4 morti e 10 feriti in attacchi russi






