Una giornata di mobilitazione per rivendicare diritti, tutele e un lavoro più dignitoso. Anche a Roma i rider sono scesi in piazza per chiedere un cambiamento concreto nelle condizioni di lavoro che regolano il settore delle consegne a domicilio. L’iniziativa, promossa dalla Cgil, si è svolta nel pomeriggio in piazza Re di Roma, dove decine di lavoratori delle piattaforme digitali si sono ritrovati con biciclette, zaini termici e bandiere sindacali per dare voce alle proprie richieste. Al centro della protesta la richiesta di un aumento immediato delle paghe attraverso l’applicazione del contratto nazionale merci e logistica, considerato dai sindacati lo strumento più adeguato per garantire salari più equi e diritti certi a chi lavora nel comparto delle consegne. I rider chiedono inoltre il riconoscimento di tutele fondamentali come ferie pagate, permessi, malattia e indennità in caso di infortunio, elementi che oggi risultano spesso assenti o limitati nei rapporti di lavoro regolati dalle piattaforme digitali. Durante il presidio sono stati esposti cartelli e striscioni con slogan contro il lavoro precario e contro quello che i sindacati definiscono un sistema di sfruttamento mascherato da lavoro autonomo. «Basta sfruttamento», è stato l’appello lanciato più volte dai rappresentanti sindacali e dai lavoratori intervenuti al microfono, che hanno raccontato le difficoltà quotidiane di un mestiere svolto spesso in condizioni climatiche difficili e con poche garanzie. Tra le rivendicazioni avanzate nel corso della mobilitazione figurano anche l’introduzione della tredicesima e della quattordicesima mensilità, il riconoscimento del trattamento di fine rapporto e maggiori garanzie sul fronte della salute e della sicurezza sul lavoro. I rider sottolineano infatti come l’attività di consegna, svolta prevalentemente su strada e spesso sotto pressione per rispettare tempi sempre più serrati, comporti rischi significativi che richiedono una tutela più strutturata. Il presidio romano si inserisce in una mobilitazione più ampia che in diverse città italiane vede protagonisti i lavoratori delle piattaforme di food delivery. Un settore cresciuto rapidamente negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, ma che secondo i sindacati continua a presentare forti criticità sul piano delle condizioni contrattuali e della stabilità occupazionale. In piazza Re di Roma si sono alternati interventi di rappresentanti della Cgil e testimonianze dirette dei rider, molti dei quali giovani e provenienti da diversi Paesi. I racconti hanno messo in evidenza turni irregolari, compensi spesso variabili e la difficoltà di accedere a diritti che per altri lavoratori sono ormai acquisiti. La mobilitazione si è conclusa con la richiesta di aprire un confronto con le aziende del settore e con le istituzioni per arrivare a una regolamentazione più chiara e garantista del lavoro dei rider. L’obiettivo, ribadiscono i sindacati, è quello di trasformare un’attività sempre più diffusa nelle città italiane in un lavoro vero e proprio, con diritti, tutele e retribuzioni adeguate.






