lunedì, Marzo 16, 2026

Biodigestore, il fronte del no rilancia: dal sit-in al consiglio comunale per chiedere impegni chiari

Dal presidio in piazza al confronto nelle sedi istituzionali. Il fronte contrario al biodigestore rilancia la mobilitazione e guarda ora al consiglio comunale aperto convocato per mercoledì alle 15.30 all’Aula Pucci, dove chiederà prese di posizione nette e impegni concreti contro la realizzazione dell’impianto. Dopo il sit-in organizzato davanti al Teatro Traiano di Civitavecchia, l’associazione Civitavecchia C’è ha parlato di una mobilitazione caratterizzata da «ottima partecipazione», sottolineando come tutti gli interventi dal palco abbiano ribadito un no senza condizioni al progetto. «Tutti i presenti che hanno preso la parola si sono pronunciati per un diniego netto, senza se e senza ma», si legge nel comunicato diffuso al termine della manifestazione. L’obiettivo ora è trasferire la protesta nel dibattito istituzionale. «Le richieste e le proteste devono essere portate a livello istituzionale – sottolinea l’associazione – e ciascuno, per quanto di propria competenza, deve assumersi le proprie responsabilità. A nessuno deve essere data la possibilità di poter dire di non sapere». Nel documento viene ripercorsa anche la lunga battaglia iniziata nel 2022 contro il progetto del biodigestore. Tra le iniziative ricordate figurano cortei, manifestazioni e una raccolta di 4.813 firme consegnate alla Regione Lazio, oltre al ricorso presentato al Tar dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Ernesto Tedesco, conclusosi però con un esito sfavorevole. L’associazione punta inoltre il dito contro gli enti che hanno sostenuto l’iter autorizzativo dell’impianto, citando la Regione guidata all’epoca da Nicola Zingaretti e la Città Metropolitana di Roma Capitale, presieduta dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che avrebbe espresso parere favorevole al progetto. Dopo la decisione del Tar, l’attuale amministrazione comunale ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, ma anche in questo caso l’esito è stato negativo. Secondo quanto riferito dall’associazione, l’ultimo passaggio riguarda la richiesta della proprietà di ottenere una proroga dei tempi per la realizzazione dell’impianto: proroga che sarebbe stata concessa automaticamente dalla Città Metropolitana, mentre si attende ancora la posizione della Regione Lazio. Nel comunicato, il no al biodigestore viene inserito in un quadro più ampio di difesa ambientale del territorio. «L’obiettivo è non far realizzare questo “mostro” e difenderci permanentemente dalle tante forme di inquinamento», afferma l’associazione, invitando i cittadini a partecipare al consiglio comunale per sostenere una battaglia che viene definita «trasversale e oltre le appartenenze politiche». Il prossimo appuntamento è dunque fissato per mercoledì alle 15.30 all’Aula Pucci, dove il fronte del no chiederà che la mobilitazione popolare si trasformi in atti ufficiali e posizioni politiche chiare da parte delle istituzioni locali.

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