lunedì, Marzo 16, 2026

Cerveteri, trasporto pubblico a rischio: quasi 300mila chilometri cancellati, pendolari e frazioni in allarme

Un vero e proprio colpo di forbice sul Trasporto Pubblico Locale rischia di colpire duramente Cerveteri e le sue frazioni. A lanciare l’allarme è il sindaco Elena Gubetti, che parla di una riduzione del servizio pari al 23%, circa 280mila chilometri in meno all’anno, a partire dal primo luglio, con conseguenze pesanti per pendolari, studenti e anziani. «La nuova gestione del TPL nel Lazio, che passerà sotto il controllo di Astral, penalizza troppo il nostro Comune e i cittadini – spiega Gubetti –. Interi territori rischiano di rimanere isolati». Tra le zone più a rischio figurano le frazioni di Valcanneto, Ceri, Sasso, I Terzi, Borgo San Martino e perfino la storica Necropoli della Banditaccia, dove le navette già oggi si contano sulle dita di una mano. La riduzione dei collegamenti, secondo il primo cittadino, potrebbe riguardare anche i cimiteri, aggravando ulteriormente la situazione. Il tema non riguarda solo i residenti, ma anche il turismo: Cerveteri, candidata a Capitale della Cultura, rischia di trovarsi senza collegamenti sufficienti per accogliere visitatori, con poche alternative come i taxi, praticamente assenti sul territorio. Preoccupazioni simili arrivano dal comitato di zona di Valcanneto. «Siamo veramente in apprensione – dichiara Antonella Temperini, presidente del Cdz –. Abbiamo chiesto incontri con Astral, ma finora non abbiamo ricevuto risposta. Intanto il servizio continuerà fino al termine dell’anno scolastico, ma la situazione resta critica». L’allarme riguarda soprattutto chi vive lontano dal capoluogo, già penalizzato da problemi strutturali come assenza di pensiline e scarsa sicurezza alle fermate. Insieme a Gubetti, anche i 21 sindaci del bacino 1 Litorale Nord hanno avviato un dialogo con la Regione Lazio per rivedere il piano, con l’obiettivo di tutelare cittadini e pendolari e garantire un servizio adeguato a tutti. Se confermate, le modifiche rappresenterebbero uno dei più pesanti depotenziamenti del TPL registrati negli ultimi anni, con un impatto significativo sulle fasce più deboli della popolazione e sugli studenti, costretti a trovare alternative per spostarsi quotidianamente.

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