martedì, Marzo 17, 2026

Anzio, lite tra vicini finisce in Cassazione: nuovo esame sul risarcimento dei danni

Una lunga disputa tra proprietari confinanti ad Anzio per costruzioni ritenute troppo vicine e vedute sul fondo del vicino torna davanti alla Corte d’Appello. La vicenda, che si trascina da oltre vent’anni, ha registrato un nuovo capitolo dopo l’intervento della Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno infatti annullato in parte una precedente sentenza della Corte d’Appello di Roma, che aveva confermato l’ordine di demolizione di alcuni edifici realizzati in violazione delle distanze legali tra fabbricati. Secondo la Cassazione, la decisione dovrà essere riesaminata limitatamente alla quantificazione del risarcimento dei danni. In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione fornita dai giudici di secondo grado sul momento in cui il danno avrebbe avuto inizio, aspetto determinante per stabilire l’entità dell’eventuale risarcimento. La lite tra vicini risale ai primi anni Duemila e riguarda alcune proprietà situate in Via Andreina. Qui alcuni proprietari avevano citato in giudizio i confinanti accusandoli di aver realizzato un fabbricato in appoggio alla loro abitazione e un garage parzialmente fuori terra. Secondo i ricorrenti, le nuove costruzioni avrebbero ridotto luce, aria e visuale dalla loro proprietà, oltre a violare le distanze minime tra edifici previste dalla normativa urbanistica. Sempre secondo quanto sostenuto dagli attori in giudizio, le opere avrebbero inoltre creato affacci diretti sul loro fondo, aggravando il contenzioso tra le parti. Con la decisione della Cassazione, resta dunque confermato l’ordine di demolizione delle opere ritenute irregolari. Tuttavia la causa tornerà davanti alla Corte d’Appello, che dovrà pronunciarsi nuovamente su un punto specifico: la determinazione del periodo da cui far partire il calcolo dei danni e, di conseguenza, l’eventuale risarcimento spettante.

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