martedì, Marzo 17, 2026

La difesa della contribuente

Nel ricorso presentato ai giudici tributari, la contribuente residente ad Ardea ha sostenuto che tutte le movimentazioni contestate dall’Agenzia delle Entrate avessero una spiegazione precisa. Secondo la sua versione, la maggior parte dei versamenti registrati sui conti correnti deriverebbe infatti da un’operazione immobiliare. In particolare, la donna ha affermato che i pagamenti sarebbero collegati alla vendita di un immobile situato proprio ad Ardea. La trattativa, stando alla ricostruzione fornita dalla ricorrente, sarebbe stata regolata da un compromesso sottoscritto nel gennaio del 2018 con una società interessata all’acquisto della proprietà. Nel documento, ha spiegato la contribuente, era previsto che il prezzo pattuito – pari a 320mila euro – potesse essere corrisposto attraverso bonifici periodici, versati nel tempo fino al saldo finale dell’operazione. Sulla base di questa ricostruzione, la ricorrente ha chiesto ai giudici di annullare l’accertamento fiscale o, in subordine, di ridurre in maniera significativa l’importo ritenuto non giustificato.

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