Oltre un mese di ricovero nel reparto di psichiatria del Policlinico Umberto I, poi il trasferimento in carcere. Si è conclusa così, almeno per il momento, la vicenda giudiziaria che riguarda il 22enne di origini tunisine ritenuto responsabile di una serie di aggressioni avvenute nel quartiere San Lorenzo, a Roma, episodi che nelle ultime settimane hanno generato forte preoccupazione tra i residenti. Il giovane, fermato l’11 febbraio, è ora detenuto presso la Carcere di Regina Coeli, dove è stato trasferito dopo il periodo di osservazione clinica disposto in precedenza. A suo carico i Carabinieri contestano l’accusa di lesioni personali gravi aggravate, in relazione ad almeno quattro episodi di violenza avvenuti tra le strade del quartiere universitario. Tra i fatti più gravi contestati c’è l’aggressione avvenuta il 2 febbraio in via dei Dalmati, quando una donna che stava accompagnando il figlio in bicicletta è stata colpita improvvisamente al volto con un violento pugno. L’episodio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe avvenuto senza alcun apparente motivo. La vittima è stata soccorsa e medicata, mentre l’aggressore si è allontanato prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.Le indagini avviate subito dopo l’accaduto hanno permesso di collegare al 22enne altri tre episodi simili, tutti caratterizzati da aggressioni improvvise ai danni di passanti. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze, visionato immagini di videosorveglianza e ricostruito i movimenti del giovane nelle ore precedenti e successive agli attacchi, arrivando infine al fermo dell’11 febbraio. Dopo l’arresto, l’uomo era stato trasferito nel reparto di psichiatria del Policlinico Umberto I per accertamenti clinici e valutazioni sul suo stato di salute. Terminato il periodo di ricovero e di osservazione, è stato quindi disposto il trasferimento nel carcere di Regina Coeli, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Intanto nel quartiere cresce la tensione. Negli ultimi giorni i comitati di quartiere di San Lorenzo hanno organizzato un’assemblea pubblica per discutere della situazione e denunciare quella che molti residenti definiscono una vera e propria escalation di violenza. Tra le richieste emerse c’è un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e maggiori interventi per garantire sicurezza nelle strade della zona, soprattutto nelle ore serali e notturne. San Lorenzo, storico quartiere universitario e culturale della Capitale, vive da tempo una fase complessa legata alla movida, alla sicurezza e alla gestione degli spazi urbani. L’episodio delle aggressioni ha riacceso il dibattito tra cittadini, istituzioni e associazioni locali sulla necessità di interventi strutturali per tutelare residenti, studenti e lavoratori che ogni giorno animano le strade del quartiere.






