Gli emissari di Kiev incontreranno sabato negli Stati Uniti i negoziatori americani per rilanciare il processo diplomatico volto a porre fine all’invasione russa dell’Ucraina, ha annunciato giovedì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “La squadra ucraina — nello specifico la componente politica del gruppo — è già in viaggio. Ci aspettiamo un incontro negli Stati Uniti questo sabato”, ha dichiarato nel suo consueto discorso quotidiano, ritenendo che sia “ora di porre fine” alla “pausa” nei colloqui, interrotti dallo scoppio della guerra in Medio Oriente. “Stiamo facendo tutto il possibile per rendere efficace la diplomazia e porre fine alla guerra. E tutti voi lo avete visto. Lavorando con il team del presidente degli Stati Uniti, coinvolgo l’Europa il più possibile e vi tengo informati. Il coinvolgimento dell’Europa è la pietra angolare del nostro approccio e la pace in Ucraina è pace in Europa. E’ il nostro obiettivo comune”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento in videocollegamento al vertice europeo. “Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto segnali dalla parte americana che i colloqui potrebbero riprendere presto”, ha concluso. La compagnia di Stato ucraina Naftogaz ha illustrato ai partner europei un piano per il ripristino dell’oleodotto Druzhba, gravemente danneggiato il 27 gennaio scorso, nei pressi di Leopoli, da un attacco delle forze armate russe. “Insieme al vice capo della delegazione Ue, Gediminas Navickas, abbiamo incontrato il gruppo di lavoro tecnico. Insieme al management di Ukrtransnafta, abbiamo fornito ai partner informazioni dettagliate sulle conseguenze dell’attacco russo alle infrastrutture dell’oleodotto Druzhba. Abbiamo illustrato la situazione attuale e presentato un piano di ricostruzione completo. Abbiamo inoltre concordato ulteriori azioni congiunte”, ha spiegato su facebook l’amministratore delegato dell’azienda, Sergii Koretskyi. Nelle settimane scorse l’Unione Europea aveva offerto all’Ucraina sostegno e finanziamenti per accelerare i lavori di riparazione dell’oleodotto Druzhba, perché l’Ungheria e la Slovacchia, principali destinatari del petrolio russo, continuano a bloccare il prestito Ue da 90 miliardi a Kiev e un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, collegando il loro assenso alla ripresa dei flussi sull’oleodotto “dell’Amicizia”.Attacco russo con droni su Kharkiv. Lo riferisce Ukrinform, citando il sindaco della città, Ihor Terekhov, su Telegram. “Il nemico ha colpito il quartiere di Shevchenkivskyi con un drone da combattimento. Stiamo valutando i danni”, si legge nel messaggio.
“L’attacco ha colpito vicino a un istituto scolastico nel quartiere di Shevchenkivskyi – prosegue Ihor Terekhov -: le finestre dell’edificio sono andate in frantumi. Non abbiamo ancora ricevuto informazioni su eventuali vittime. È in corso un’ispezione del luogo dell’impatto”. In precedenza, l’Aeronautica militare aveva avvertito della presenza di droni da attacco in avvicinamento a Kharkiv da nord. È stato dichiarato un allarme aereo in città.
Come riportato da Ukrinform, due persone sono rimaste ferite a seguito di un attacco con droni nemici contro un’ambulanza nella regione di Kharkiv. La compagnia di Stato ucraina Naftogaz ha illustrato ai partner europei un piano per il ripristino dell’oleodotto Druzhba, gravemente danneggiato il 27 gennaio scorso, nei pressi di Leopoli, da un attacco delle forze armate russe. “Insieme al vice capo della delegazione Ue, Gediminas Navickas, abbiamo incontrato il gruppo di lavoro tecnico. Insieme al management di Ukrtransnafta, abbiamo fornito ai partner informazioni dettagliate sulle conseguenze dell’attacco russo alle infrastrutture dell’oleodotto Druzhba. Abbiamo illustrato la situazione attuale e presentato un piano di ricostruzione completo. Abbiamo inoltre concordato ulteriori azioni congiunte”, ha spiegato su facebook l’amministratore delegato dell’azienda, Sergii Koretskyi. Nelle settimane scorse l’Unione Europea aveva offerto all’Ucraina sostegno e finanziamenti per accelerare i lavori di riparazione dell’oleodotto Druzhba, perché l’Ungheria e la Slovacchia, principali destinatari del petrolio russo, continuano a bloccare il prestito Ue da 90 miliardi a Kiev e un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, collegando il loro assenso alla ripresa dei flussi sull’oleodotto “dell’Amicizia”.
Raid russi a Zaporizhza. Consiglio Ue, veto Orbán-Fico blocca il prestito da 90 miliardi a Kiev






