Inizialmente si è pensato che le vittime del crollo del casale abbandonato nel Parco degli acquedotti fossero due senzatetto. L’allarme è scattato poco prima delle 9 di venerdì mattina, quando un guardiano ha contattato il 112 dopo aver visto un cadavere sottole macerie. Nella serata prcedente era stato sentito un boato dalle case circostanti. I vigili del fuoco hanno avviato ricerche e trovato poco dopo il secondo corpo. Le due vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, due anarchici, appartenenti al ‘gruppo Cospito’. L’ipotesi degli inquirenti è che stessero confezionando un ordigno artigianale Il corpo di Mercogliano, in particolare, presenta un braccio mutilato, avvalorando l’ipotesi che stesse maneggiandouna bomba. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine coordinato dal pool antiterrorismo e sabato al Viminale è stato convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, nel quale probabilmente si parlerà anche dei rischi legati ai movimenti anarchici, definiti nella relazione annuale dell’intelligence la minaccia più concreta per il nostro paese. Alessandro Marcogliano, 53 anni, era stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino. Fu uno dei cinque condannati nel 2019 del maxi processo per terrorismo ad anarchici accusati di avere dato vita alle Fai-Fri, i gruppi chedal 2003 al 2016 si sarebbero resi autori di una quantità di ‘azioni dirette’ – dagli ordigni ai plichi esplosivi – contropolitici, giornalisti, forze dell’ordine. I giudici della Corted’Assise lo condannarono a 5 anni mentre ad Alfredo Cospito ne furono inflitti 20. Sara Ardizzone, era stata prosciolta lo scorso anno a Perugia nell’ambito dell’inchiesta Sibilla. In aula, in sede diudienza preliminare, aveva letto un lungo scritto: “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato”, era l’inizio.






