Una settimana fa la notizia dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma. Dieci agenti di Polizia Penitenziaria sono al centro dell’indagine su presunti casi di violenze e torture a cui sarebbero stati sottoposti almeno tredici giovani detenuti nell’istituto. Otto dei dieci agenti coinvolti sono ancora in servizio nell’Ipm, ancorché fuori dalle sezioni detentive. È quanto hanno riscontrato il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, che si sono recati in visita di monitoraggio nell’istituto. Ha partecipato alla visita anche il consigliere regionale Valerio Novelli. Ad accogliere la delegazione il direttore dell’istituto, Giuseppe Chiodo. Secondo quanto riportano gli stessi garanti, le tre palazzine separate destinate alla detenzione (femminile, maschile minorenni e maschile giovani adulti), constatando lo stato di abbandono e di degrado, in particolare delle palazzine riservate ai ragazzi. “E’ un istituto che soffre di gravi problemi strutturali, di recupero e manutenzione di spazi – hanno dichiarato Anastasìa e Calderone, al termine della visita -. L’anno prossimo a inizio 2027 dovrebbe avvenire la consegna dell’edificio destinato al Centro di prima accoglienza, agli uffici e all’area sanitaria, ora ospitata in container all’esterno. Inoltre, dovrebbero essere finalmente stanziati i fondi per la risistemazione del laboratorio di cucina e del laboratorio pane, pizzeria e pasticceria. Si spera che ciò avvenga velocemente, perché quella sarebbe una parte importante di progettualità che negli ultimi anni è mancata all’Ipm”.






