martedì, Marzo 24, 2026

Anzio, nullatenente solo sulla carta: sequestrato patrimonio da oltre 500mila euro

Ufficialmente risultava nullatenente, ma secondo gli investigatori gestiva in realtà un patrimonio superiore ai 500mila euro. È quanto emerso da una complessa indagine patrimoniale condotta dai militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Roma e della compagnia di Nettuno, che hanno eseguito un decreto di sequestro disposto dal Tribunale della Capitale. Il provvedimento riguarda un uomo di Anzio attualmente detenuto, con precedenti penali per diversi reati che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti a reati contro il patrimonio e contro la persona. Nonostante la posizione ufficiale di nullatenente, gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno fatto emergere un sistema articolato di coperture utilizzato per occultare beni e capitali. Al centro dell’indagine una rete di prestanome, tutti formalmente incensurati, che avrebbero gestito per suo conto beni e disponibilità finanziarie. Tra i beni sequestrati figura una villetta situata ad Anzio, nella stessa località balneare di residenza dell’uomo, oltre alle quote di cinque società operative tra Nettuno, Pomezia e Roma. Il patrimonio finito sotto sigilli comprende anche due autovetture, diversi rapporti bancari e circa 40mila euro in contanti o comunque nella disponibilità della rete di soggetti utilizzati come schermo per la gestione dei capitali. Le indagini, coordinate dal Tribunale di Roma, hanno permesso di ricostruire il flusso dei beni e dei profitti accumulati nel tempo, ritenuti dagli investigatori sproporzionati rispetto alla posizione economica ufficiale del soggetto. Proprio questa evidente discrepanza ha portato all’avvio degli approfondimenti patrimoniali che si sono conclusi con il sequestro dell’intero montante economico. L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nell’attività di contrasto alla criminalità economica e alla gestione illecita di patrimoni nel territorio del litorale romano, dove negli ultimi anni le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli per individuare ricchezze accumulate attraverso attività illegali e poi nascoste dietro società o prestanome.

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