Dopo la sentenza del Tribunale civile di Roma, che ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dal medico di Ardea Mariano Amici, non si è fatta attendere la reazione dell’infettivologo Matteo Bassetti, tra i protagonisti della vicenda giudiziaria. Il medico ligure ha commentato con soddisfazione l’esito del procedimento, affidando ai social un messaggio che ha rapidamente riacceso il dibattito. «La scienza, ancora una volta, ha vinto», ha dichiarato, sintetizzando così il significato che attribuisce alla decisione dei giudici. Per Bassetti, la sentenza rappresenterebbe non solo una vittoria personale sul piano legale, ma anche un riconoscimento dell’importanza delle evidenze scientifiche e delle linee guida ufficiali adottate durante l’emergenza pandemica. Il post pubblicato dall’infettivologo ha però riacceso immediatamente il confronto tra utenti e commentatori. Sotto il messaggio si sono moltiplicati gli interventi, spesso con toni molto accesi. Da una parte i sostenitori di Bassetti, che hanno salutato la decisione del Tribunale come una conferma del ruolo della comunità scientifica nella gestione della pandemia. Dall’altra, diversi utenti hanno espresso solidarietà a Mariano Amici, continuando a difendere le posizioni sostenute dal medico di Ardea negli anni dell’emergenza sanitaria. Il dibattito online è rapidamente degenerato in una discussione più ampia, toccando temi che vanno ben oltre la sentenza: dal Covid-19 alle cure utilizzate durante la pandemia, fino a questioni spesso al centro delle polemiche sui social, come il movimento no-vax, le teorie complottiste e perfino riferimenti ironici alla “terra piatta”. Non sono mancati neppure richiami ad altri temi di attualità politica, come il recente referendum. Il risultato è stato un flusso continuo di commenti, con centinaia di interventi che hanno riportato alla luce le stesse divisioni che avevano caratterizzato il periodo più difficile della pandemia. A quattro anni dall’emergenza sanitaria, dunque, il confronto su quei mesi drammatici sembra essere tutt’altro che sopito. La sentenza del Tribunale avrebbe dovuto chiudere una vicenda giudiziaria, ma sui social il dibattito resta acceso, segno che le ferite e le contrapposizioni nate durante la pandemia continuano ancora oggi a dividere l’opinione pubblica.






