La crisi economica che da anni attraversa l’Italia continua a farsi sentire anche nei piccoli centri del litorale. A pagarne le conseguenze è anche Santa Marinella, dove sempre più famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e dove le difficoltà si riflettono inevitabilmente anche sul tessuto commerciale della città. Negli ultimi mesi diversi negozi hanno dovuto fare i conti con cali di incassi e costi sempre più difficili da sostenere. Così, dopo la storica edicola di Di Pasquale, altri due locali simbolo della città hanno abbassato definitivamente le serrande: lo storico Gigi Bar e la pasticceria La Mimosa. La chiusura del Gigi Bar rappresenta un vero e proprio colpo al cuore per molti santamarinellesi. Il locale, aperto da oltre 80 anni, è stato per decenni un punto di riferimento della vita cittadina e un luogo simbolo della Santa Marinella della “dolce vita”. Negli anni ’50 e ’60, quando la città era meta di villeggiatura di personaggi illustri del mondo del cinema e dello spettacolo, il bar era frequentato da personalità di primo piano. In quel periodo Santa Marinella viveva il suo momento d’oro: gli alberghi e le ville storiche ospitavano figure come Re Faruk, Alberto Sordi, Ingrid Bergman, Federico Fellini, Roberto Rossellini e Pier Paolo Pasolini, solo per citarne alcuni. Il turismo animava la città soprattutto nei mesi estivi, mentre la floricoltura rappresentava un settore economico fiorente, tanto che Santa Marinella veniva spesso soprannominata “La Piccola Sanremo”. Un’epoca lontana, che oggi lascia spazio a una realtà più difficile. Dopo oltre otto decenni di attività, il Gigi Bar ha salutato definitivamente la città. Quando il gestore ha chiuso la serranda per l’ultima volta, decine di residenti si sono fermati per un saluto, manifestando affetto e dispiacere per la fine di un luogo che per generazioni ha rappresentato molto più di un semplice bar. Non meno sentita è stata anche la chiusura della pasticceria La Mimosa, situata in piazza Civitavecchia. Il locale, attivo da circa 15 anni, era molto conosciuto per le sue specialità dolciarie ed era diventato negli anni un punto di riferimento per residenti e turisti. Tra i messaggi di affetto arrivati ai titolari, spicca quello pubblicato sui social da Cristian Lera, titolare di un’attività vicina dedicata ai prodotti per animali. «Come vicino di negozio ho sperato fino all’ultimo che ci ripensassero – ha scritto – ma so cosa c’è dietro un’attività. Li ho visti lavorare anche in condizioni in cui altre persone sarebbero rimaste a letto invece che dietro a un bancone. La loro dedizione è stata eccezionale». Nel suo messaggio Lera ricorda anche il rapporto umano costruito negli anni: «Siamo diventati amici, abbiamo riso, scherzato e parlato di tutto. Per me è un colpo al cuore pensare che da oggi non li vedrò più tutti i giorni come sempre. Oltre a essere bravissimi nel loro lavoro sono persone rare e sicuramente troveranno la strada più giusta per loro». Due serrande che si abbassano, dunque, ma soprattutto due pezzi di storia commerciale e sociale della città che se ne vanno, lasciando tra i residenti nostalgia e preoccupazione per il futuro del tessuto economico locale. Santa Marinella, come molte altre realtà italiane, continua infatti a fare i conti con una crisi che non risparmia nemmeno le attività più radicate nel territorio.
Santa Marinella perde pezzi di storia: chiudono il Gigi Bar e la pasticceria La Mimosa






