Il progetto dell’impianto Med Sea Litter non si farà. La Regione Lazio ha infatti emesso un Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) negativo, chiudendo definitivamente il procedimento per la realizzazione della piattaforma di trattamento e stoccaggio di rifiuti in località Banditaccia, nel territorio di Arlena di Castro, in provincia di Viterbo. Ad annunciarlo è il Comitato per la salvaguardia del territorio di Arlena di Castro, che da anni si batte contro la realizzazione dell’impianto. «È arrivata la notizia che il nostro Comitato e tanti cittadini aspettavano da anni – si legge in una nota –: il progetto è definitivamente bocciato». La vicenda ha attraversato una lunga battaglia amministrativa e giudiziaria. Nel 2024 il Tar del Lazio aveva già annullato tutti gli atti autorizzativi legati all’impianto. Successivamente, nel febbraio 2025, anche il Consiglio di Stato aveva confermato quella decisione, ordinando alla Regione Lazio di ripetere l’istruttoria tenendo conto di elementi che in precedenza non erano stati valutati. Tra questi, il vincolo paesaggistico relativo al bacino del torrente Arrone, considerato un elemento centrale nella nuova valutazione del progetto. Proprio su questo punto si sono espressi negativamente sia la Soprintendenza di Viterbo sia l’area urbanistica della Regione Lazio, pareri che hanno portato alla chiusura negativa della conferenza di servizi e alla conseguente emissione del Paur negativo. Per il comitato si tratta di una vittoria costruita negli anni grazie alla mobilitazione del territorio. «Un risultato conquistato passo dopo passo – prosegue la nota – grazie al lavoro del comitato, ai ricorsi legali e alla determinazione di cittadini, associazioni e amministrazioni locali». Il ringraziamento finale è rivolto proprio alla comunità che ha sostenuto la battaglia: «Quando un territorio si organizza e persevera, può fare la differenza. Ringraziamo i Comuni, le associazioni e tutti i cittadini che hanno camminato con noi in questi anni. La tutela del nostro territorio è ancora una sfida aperta, ma oggi possiamo dire: abbiamo resistito». Con il provvedimento regionale si chiude così una delle vicende ambientali più discusse degli ultimi anni nel territorio della Tuscia, con il definitivo stop a un impianto che aveva sollevato forti preoccupazioni tra i residenti per il possibile impatto sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale della zona.






