venerdì, Marzo 27, 2026

Il Washington Post: “il Pentagono valuta se dirottare in Medio Oriente le armi destinate all’Ucraina”

Per la prima volta dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, una delegazione di deputati russi, quattro, è arrivata negli Stati Uniti per incontri con esponenti del Congresso al fine di “riavviare la comunicazione, senza una agenda specifica”. L’autorizzazione al loro ingresso negli Stati Uniti è stata data anche se tutti e quattro i deputati sono colpiti da sanzioni Usa per il loro sostegno all’annessione della Crimea nel 2014.
Fanno parte della delegazione, il Presidente della commissione esteri della Duma, Leonid Slutsky, secondo cui la visita è un “test, per guardarci negli occhi, ascoltarci”, Vyacheslav Nikonov, ex accademico e nipote di Vyacheslav Nikonov, capo della diplomazia di Stalin, Svetlana Zhurova, ex campionessa olimpica, e Aleksandr Chernyshev, della Commissione esteri. A organizzare la missione è stata la Rappresentante repubblicana della Florida, Anna Paulina Luna che aveva annunciato già lo scorso gennaio di aver ottenuto il via libera alla missione del dipartimento di Stato. Non è stato precisato il programma degli incontri dei russi. La Russia è consapevole degli sforzi statunitensi per convincere l’Ucraina ad accettare i termini dell’accordo raggiunto al vertice di Anchorage: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, intervistato dall’emittente televisiva France 2. “Constatiamo che la parte statunitense si sta adoperando in ogni modo possibile per ottenere l’adesione di Kiev agli accordi raggiunti dai presidenti russo e statunitense in Alaska”, ha proseguito Lavrov. La Russia è stata informata dei contatti tra Stati Uniti e Ucraina ha concluso Lavrov, precisando che Mosca ha ragione di credere che Washington stia cercando di dare continuità agli accordi raggiunti in Alaska. Vladimir Putin ha convocato una riunione degli oligarchi in cui ha chiesto loro di contribuire alla guerra in Ucraina, ha reso noto The Bell, newsletter sulla Russia indipendente basata negli Stati Uniti. ”Continueremo a combattere. Spingeremo ai confini del Donbass”, ha detto Putin, come hanno riassunto due fonti al corrente dei contenuti discussi durante la riunione a porte chiuse. In seguito il Presidente russo, su una idea di Igor Sechin, ceo di Rosneft, ha proposto agli imprenditori di offrire dei contributi volontari al bilancio nel momento in cui molti di loro stanno incassando i dividenti della guerra in Medio Oriente (nei settori delle fonti di energia e dei fertilizzanti). Alcuni hanno risposto immediatamente: Suleiman Kerimov ha promesso di stanziare 100 milioni di rubli 1,23 miliardi di dollari). Almeno un altro tycoon si è subito impegnato. “Dobbiamo mantenerci concentrati. Se i mercati oscillano in una direzione oggi, possono tornare a oscillare nell’altra domani”, ha detto anche Putin, avvertendo gli imprenditori a non montarsi la testa, e soprattutto a usare il surplus riconducibile all’aumento dei prezzi dell’energia, per mettere in regola i loro conti e i debiti con le banche russe. L’inizio della guerra in Medio Oriente è arrivata in un momento di forte crisi del bilancio in Russia.   “Credo che la pace sia ancora lontana, che la situazione sia ancora lontana dal risolversi, perché Putin non ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato quando ha iniziato la guerra. L’obiettivo principale e strategico è prendere il controllo politico. Fermare la guerra adesso è qualcosa di pericoloso per il sistema, perché ormai Putin vede la guerra come unico strumento per detenere il potere”. Nona Mikhelidze, responsabile di ricerca all’ Istituto Affari internazionali, lo ha detto all’incontro ‘Guerra in Ucraina, Trump e il futuro della sicurezza europea’ organizzato da Dialoghi Europei.
“Siamo al quinto anno di guerra. L’Ucraina – ha ricordato Mikhelidze – nell’ultimo mese ha recuperato una parte del suo territorio, che ovviamente sorprende soprattutto chi dubitava della forza e della resilienza degli ucraini. E’ stato possibile anche per l’incredibile innovazione che l’Ucraina ha mostrato sul campo di battaglia e nell’industria militare, penso in particolare alla produzione dei droni”. Su questo fronte “nella guerra in Medio Oriente vediamo che l’Ucraina torna utile per i cosiddetti intercettori dei droni. E per tanti – ha detto Mikhelidze – è incredibile che al quinto anno della guerra mandi suoi specialisti nell’industria militare in Medio Oriente per aiutare ad abbattere droni lì. Ma intanto c’è da ricordare che sul campo di battaglia in Ucraina abbiamo vissuto principalmente negli ultimi anni una guerra di stallo, l’Ucraina è riuscita a far sì che l’occupazione russa non avanzasse”.
Mikhelidze ha avuto poi parole negative nei confronti del modo in cui alcuni media italiani hanno trattato questa guerra: “I problemi legati alla disinformazione sono stati creati da alcuni talk show italiani, che per me hanno proposto un dibattito basato sulla non conoscenza della regione, della Russia, Ucraina ed Europa orientale, ma che è stato volutamente distorto a favore degli interessi russi”. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha avuto un incontro bilaterale con il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot nell’ambito della riunione dei ministri degli Esteri del G7 presieduta dalla Francia. “Abbiamo avuto una conversazione significativa sulla situazione sul campo di battaglia e sul supporto alla difesa. L’esperienza militare dell’Ucraina è una risorsa strategica. Stiamo sviluppando tecnologie economicamente vantaggiose e siamo in grado di intercettare fino al 90% delle minacce aeree. Allo stesso tempo, la Russia continua a subire perdite significative e ricorre sempre più al reclutamento di cittadini stranieri, in particolare nei paesi africani. Dobbiamo intensificare gli sforzi per contrastare questa tendenza”, ha scritto Sybiha su X. Le parti si sono inoltre concentrate su passi concreti verso l’adesione dell’Ucraina all’UE, sull’aumento della pressione sanzionatoria sulla Russia, in particolare introducendo ulteriori restrizioni al trasporto marittimo e rafforzando le misure contro la “flotta ombra”, nonché sulla promozione del ventesimo pacchetto di sanzioni dell’UE. “C’è ancora molto lavoro da fare, ma restiamo uniti nel nostro impegno per raggiungere una pace duratura per l’Ucraina”, ha concluso Sybiha.

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